Recensione

Aspettavamo i Minas Morgul, a 5 anni dall’ultimo album di discreto successo Ära.

L’indomita band tedesca, direttamente dal lato oscuro dell’immaginario di Tolkien, non può far altro che riportarci alla mente uno scenario energico, esplosivo, condito di disprezzo continuo che ha il suo apice nell’album Eisengott, del 2009, forse il loro lavoro più riuscito nonché di grande fortuna presso i fans.
In questo nuovo album, dal titolo Kult, trascorre davvero poco tempo prima di renderci conto di cosa è cambiato nei progetti sonori dei tedeschi. E allora schiacciamo il tasto play ed apriamo la porta alla prima traccia Einleitung , che funge anche da intro per il disco, nella quale sembra di camminare in un corridoio buio che si fa poco a poco meno rassicurante fino a diventare pressante.
Sensazione che sembra essere alleggerita in certi frangenti, come nell’intro di Ein teil von mir , ma l’universo fantasy dei Minas Morgul, pur puntando meno sull’aggressività devastante, stavolta ha più aderenza con la realtà. Questo album trasuda sentimenti di dissacrazione pura al 100%, che spesso sfocia nell’amarezza. Ne scaturisce un sound che raggiunge i suoi scopi senza danneggiare o ammorbidire (anzi, forse rafforzandola) l’immagine che sempre ha contraddistinto questa band.
La frenesia rimane, e così la batteria a tratti sempre infernale, ma l’atmosfera è più sottile e richiede più sensibilità anche al metallaro più apatico e pesante. Il tratto malinconico è aggiunto ad arte dai Minas Morgul, che anche stavolta ci hanno deliziato.

Tracklist
1. Einleitung
2. Kult
3. Ein Tell von mir
4. Abschied
5. Leere
6. Bevor ich gehe
7. Nur eine Kugel
8. Scherben
9. Was bleibt
10. XX

Line-up
13R13: singing
Saule: guitar
Herr Ewald: guitar
Bobby B.: Bass
Berserk: drums
Jen: Keyboards

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