Recensione

I Mirror Of Deception sono probabilmente la più nota tra le band tedesche dedite al doom metal nella sua forma più tradizionali.

Del resto, l’inizio della loro storia risale alla prima metà degli anni novanta anche se tutto i loro full length sono stati pubblicati nel nuovo millennio.
Questo ultimo The Estuary arriva dopo una pausa piuttosto lunga rispetto al precedente A Smouldering Fire, uscito nel 2010, ma a giudicare dall’esito le doti e le competenze precipue dei Mirror Of Deception sono rimaste intatte.
The Estuary è infatti un bellissimo lavoro che esalta l’abilità nella band di nel mettere sempre al primo posto la firma canzone, conferendo and ogni brano una connotazione melodica ben delineata senza snaturare in alcun modo la natura del sound.
Brani come To Drown a King, To Dust e Divine sono del tutto esemplificativi delle caratteristiche dell’album, con una maggiore focalizzazione su chorus dalla notevole presa. The Estuary si rivela così un valido strumento attraverso il quale il doom può giungere anche ad orecchie non specializzate, il che è già per sé già un grande merito per i Mirror Of Deception, oltre a quello riconosciuto di continuare imperterriti a proporre con grande coerenza, dopo una carriera così lunga, musica sempre di ottima qualità.

Tracklist:
1.Splinters
2.Orphans
3.At My Shore
4.Magnets
5.To Drown a King
6.To Dust
7.Divine
8.Immortal

Line-up:
Jochen Fopp – Guitars
Michael Siffermann – Guitars, Vocals (lead)
Hans Schwager – Bass, Vocals
Rainer Pflanz – Drums, Vocals

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