Recensione

Tra le diverse band che si propongono per ottenere una recensione dei propri lavori (devo dire quasi sempre con grande cortesia e spesso con umiltà sorprendente, almeno per i tempi in cui viviamo), non essendo ancora supportate da una label o un’agenzia, ci sono questi Nebulae Come Sweet, trio bielorusso che ha deciso di contattarci dopo aver apprezzato quanto da noi scritto riguardo al recente full length dei loro amici e connazionali Woe Unto Me.

Rispetto a questi ultimi, interpreti di un ottimo death doom, comunque piuttosto inquieto ed aperto a varie contaminazioni, i ragazzi di Minsk propongono una forma esemplare di post metal, dai tratti cangianti e soprattutto contraddistinto da un gusto melodico sopraffino.
A differenza di molte realtà afferenti allo stesso genere (che è comunque per sua definizione difficile da circoscrivere entro un ambito ben definito), i Nebulae Come Sweet riducono al minimo la componente estrema, facendo coincidere le sfuriate sludge doom con i brani che vedono il contributo vocale di ospiti illustri, come T, con Christopher Bennett dei Minsk (appunto…), e Santa Sangre, con Kristoffer Bäckström dei Moloken.
Paradossalmente, dovendo in qualche modo adattarsi alle prooensioni di questi musicisti, i nostri finiscono quasi per snaturare la loro indole più sognante e rarefatta, perché alla resa dei conti, le due tracce citate, per quanto notevoli, non ne rappresentano del tutto le caratteristiche peculiari : It Is Not The Night That Covers You, infatti, è un viaggio a tratti avventuroso nel corso del quale è uno stato malinconico a fungere quale principale linea guida, ma ciò che sorprende, oltre alla maturità compositiva di un gruppo comunque al passo d’esordio su lunga distanza, è la cura dei particolari apprezzabile dalla ricchezza dei passaggi strumentali (un brano come R, con il decisivo contributo del sax, è davvero stupefacente in tal senso), favoriti dal ricorso ad altri ospiti che forniscono al tutto un’aura a tratti tenuemente sinfonica.
A proposito, se qualcuno si sta chiedendo come mai i titoli delle varie tracce siano per lo più così essenziali basta leggerli in verticale e, partendo dal secondo al nono, si andrà a formare un più eloquente Le Nocturne …; in effetti la sensazione che offre il sound, in più di un passaggio, è proprio quella di un’ambientazione ben lontana dalla luce del sole o da quella rutilante ed artificiale delle città in queste giornate coincidenti con le festività di fine anno.
Il quadro conclusivo, che scaturisce da tutte queste considerazioni, è quello di una band di livello superiore alla media rimasta fino ad oggi ben nascosta, un po’ per la sua provenienza geografica ma, soprattutto, perché un album del valore di It Is Not The Night That Covers You, uscito solo in formato digitale alla fine del 2016 e riproposto in cd nello scorso novembre, finora non ha trovato i canali giusti per arrivare alle orecchie di chi vuol sentire; nel nostro piccolo proviamo a fare opera di divulgazione, in attesa che qualche soggetto preposto alla diffusione della buona musica si accorga del valore dei Nebulae Come Sweet, fornendo loro la giusta visibilità anche al di fuori dei confini nazionali.

Tracklist:
1.Prélude En Si Mineur
2.Le N
3.O
4.C
5.T
6.U
7.R
8.N
9.E
10.Santa Sangre

Line-up:
Igor Kovalyov – lead vocals, drums, percussion
Sergey Shidlovsky – bass, backing vocals
Andrey Byzovsky – guitars

Additional musicians:
Arseny Nikonov – programming, choir
Anastasya Skvortsova – cello
Artur Matveenko (DZIVIA) – saxophone, pipe
Alexandra Sidorevich – vocals, choir
Anton Shnip (SERDCE, IRDORATH) – percussion, synthesizer
Arif Alexandrovich – violin
Olga Sidoruk – violin
Anatoly Spirkov – programming
Anton Bondarenko – backing vocals
Viktor Serdyukov – choir
Dmitry Shevkunov – choir

Guest appearances:
Christopher Bennett (MINSK) – guest vocals for “T”
Kristoffer Bäckström (MOLOKEN) – guest vocals for “Santa Sangre”
Dmitry Mikulich – guest guitar solo for “U”

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