Recensione

Nordlumo è il nome di questa nuova one man band proveniente dalla Siberia e dedita al funeral doom.

Come spesso accade, la musica che ci giunge da quelle fredde e lontane lande non delude e il misterioso Nordmad riesce nell’intento di produrre un bellissimo lavoro, tramite un’esibizione del genere melodica ma al contempo molto essenziale.
Sono pochi gli inserti vocali mentre risultano invece pressoché nulli i momenti in cui il sound viene diluito con passaggi ambient o sperimentali: qui tutto è finalizzato alla creazione di una melodia dolente ma d’immediato impatto e, in tal senso, si rivela emblematica la prima traccia, interamente strumentale, The Autumn Fall, la quale prepara il terreno a quello che sarà il fulcro dell’album, la meravigliosa Devotion, oltre 23 minuti di sofferenza pura oltre che sicuro nutrimento per i soli adepti del genere.
E’ sempre un profondo senso di malinconia ad aleggiare per quasi la metà del brano, nel corso del quale il musicista russo mostra anche una certa eleganza nel pizzicare gli strumenti a corde, prima che l’interminabile finale ci scaraventi in un vortice di inalienabile dolore, con la reiterazione di accordi rallentati all’inverosimile.
Altro picco del lavoro è il quarto d’ora intitolato Dreamwalker, brano di chiara impronta Ea che si apre negli ultimi cinque minuti in un meraviglioso crescendo emotivo; non da meno comunque è anche il resto del lavoro, che oltre alla già citata The Autumn Fall, propone la nervosa e più cangiante Scripts e la stupenda cover di Weathered dei Colosseum, sentito e doveroso omaggio al genio musicale del compianto Juhani Palomäki.
Nordmad dimostra d’essere un musicista di grande spessore, regalando un esordio inattaccabile sotto ogni aspetto e dotato di tutti i crismi per lasciare il segno negli appassionati di funeral doom.

Tracklist:
1. The Autumn Fall
2. Devotion
3. Scripts
4. Dreamwalker
5. Millenium Snowfall
6. Weathered (Colosseum cover)

Line-up:
Nordmad – Everything