Recensione

Gli Origod producono un disco dai mille risvolti musicali e dall’alto tasso di emozioni.

Come pochi e ottimi gruppi sanno fare, gli Origod puntano dritti al cervello ed al cuore dell’ascoltatore senza fare un genere ben preciso, ma se proprio si devono dare delle coordinate allora si potrebbe dire post grunge metal. Solitude In Time And Space è il loro ritorno dopo otto anni senza dischi ma con numerosi concerti. Ad un primo ascolto si può non cogliere la profondità e la bellezza del loro suono, poiché si potrebbe facilmente bollarli come leggeri, ed invece non sono né leggeri né vuoti, tutt’altro. Il loro suono è molto variegato e composto, ed è un mezzo per esprimere le loro emozioni, regalando molte sensazioni. Le canzoni sono costruite in maniera sapiente e riescono a suscitare l’attenzione dell’ascoltatore. L’obiettivo degli Origod è quello di avere un suono molto vicino a cose come The Mars Volta o il primo potente emocore degli anni novanta, ma ci si avvicina anche al post metal. Il gruppo coinvolge musicisti con una certa esperienza come Luciano Cotta, che è batterista anche nei Nibiru, ed il suo drumming è molto potente, preciso e caldo, sicuramente un valore aggiunto. Solitude in Time And Space è un disco è un disco ad altissima intensità, avendo le stimmate del grunge e la forza del post metal, un misto davvero interessante ed originale che non si sente molto spesso lasciando ottime sensazioni.

Tracklist
1.Reaching Out
2.Perception of Dreams
3.Welcome to the New World
4.Strident Chords
5.Confession
6.Icy Breath
7.City of Pain
8.Now
9.Solitude in Time and Space

Line-up
Dario Chiadini: guitars
Vincenzo Circosta: vocals
Luciano Chertan Cotta: drums
Marco “Bobo” Miglietti: bass

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