Recensione

A stretto giro di posta tornano i liguri Plateau Sigma con i loro doom che aveva impressionato positivamente già nel 2013 con “White Wings Of Nightmares”

Il loro secondo disco si addentra ancora di più nell’antro dell’umana disperazione, ovvero la nostra vita, girando il coltello nella piaga: The True Shape Of Eskatos è un disco molto bello, lungo e seducente in maniera tossica
Le composizioni sono lente ma non claustrofobiche e l’incedere è epico e di grande effetto; le voci di Manuel e Francesco si fondono mirabilmente e, in The River 1917, Efthimis Karadimas dei Nightfall compare alla voce offrendoci una grande prova.
Il disco, rispetto all’esordio, che già era un bel pezzo di inferno, è prodotto meglio ed i suoni appaiono maggiormente definiti e ulteriormente appesantiti, mostrandosi più monolitici e forti.
I Plateau Sigma sono uno dei migliori gruppi doom metal in circolazione non solo in Italia: questi ventimigliesi hanno una superiore capacità di comporre e stanno crescendo moltissimo da un disco all’altro.
In The True Shape Of Eskatos siamo sempre in territori doom ma, a mio avviso, questo lavoro è più pesante del primo che era più invece più orientato verso il lato classico.
Chi apprezza la lentezza e la pesantezza fatte a regola d’arte, qui troverà un gran disco, e non serve essere americani.
A Ventimiglia fanno un grande doom.

Tracklist:
1. The Initiation
2. Satyriasis and the Autumn Ends
3. Stalingrad
4. Ordinis Supernova Sex Horarum
5. The River 1917
6. Angst
7. Amber Eyes

Line-up:
Nino Zuppardo – Drums
Manuel Vicari – Guitars, Vocals
Francesco Genduso – Guitars, Vocals
Maurizio Avena – Bass

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