Recensione

Dopo un biennio 2014/2015 piuttosto intenso discograficamente parlando, i Raum Kingdom si sono presi ben tre anni di tempo prima di tonare con il loro primo lavoro su lunga distanza.

Quello della band irlandese è uno dei nomi emergenti della scena sludge/post metal europea e con Everything & Nothing vengono mantenute ampiamente le aspettative, offrendo un’ora di musica esemplare per il genere proposto.
La bontà dell’operato di questo quartetto risiede senz’altro in un sound che alterna e mescola con sapienza la monolicità dello sludge con le pulsion più ragionate e rarefatte del post metal: il risultato è un lotto di brani che, pur mantenendo di fondo una violenza ottundente, si rivelano relativamente vari e senz’altro in grado di accontentare gli appassionati di tali sonorità.
Il virulento e soffocante incedere di Dig, per esempio, viene repentinamente superato dal brano più lungo del lotto, Winter, che, complice la presenza dell’ospite Mia Govoni alla voce, prende una strada più ragionata e capace di toccare anche le corde dell’emotività.
L’aspro screaming di Dave Lee riprende il controllo delle operazioni anche nella magnifica Rebuilding the Bridge, esemplare nella suo susseguirsi di fasi di calma apparente e fangose sfuriate, mentre la virulenza della breve Hidden Pain conduce alla chiusura affidata a Struggle, traccia favolosa nella quale i Raum Kingdom triturano ogni loro fonte di spirazione per risputarne fuori undici minuti prossimi allo stato dell’arte del genere.
Nonostante in quest’ambito non sia semplicissimo affrancarsi del tutto dall’impronta fornita dalle band guida (in questo caso ciò avviene nei momenti più rabbiosi, quando l’ombra di AmenRa e co. si fa più incombente), i Raum Kingdom riescono ugualmente a dare alle stampe un album dalla cifra stilistica personale, in virtù di intuizioni melodiche disseminate nel corso dell’intero lavoro che hanno il potere di rompere una comunque gradita monoliticità del suo incedere; Everything & Nothing risulta così l’ideale finalizzazione del lavoro fatto dal gruppo irlandese in questi suoi primi cinque anni di attività.

Tracklist:
1. Summon
2. Dig
3. Winter
4. Walk with Reality
5. Rebuilding the Bridge
6. Hidden Pain
7. Struggle

Line up:
Ronan Connor – Bass
Mark Gilchrist – Drums
Andrew Colohan – Guitars
Dave Lee – Vocals

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