Recensione

Mi sono imbattuto per la prima volta nella prolifica one-man band ucraina Raventale nel non troppo lontano 2009, quando Astaroth decise di pubblicare il primo disco in lingua inglese “Mortal Aspirations” e l’impressione che ne trassi fu quella di un progetto dalle grandi potenzialità non del tutto espresse in tale frangente.

Dopo tre anni e altrettanti full-length, Transcendence giunge a suffragare tale previsione collocando il bravo musicista di Kiev ai livelli che gli competono. I quattro lunghi brani che compongono questo lavoro sono altrettanti gioielli di un black dalle sfumature ora doom ora post-metal, nel solco dei Wolves In The Throne Room nonché dei connazionali Drudkh, ma questi paragoni risultano utili solo per spiegare, a grandi linee, quale tipo di sonorità deve attendersi chi si trova ad ascoltare i Raventale per la prima volta. In realtà tutta la musica contenuta in Transcendence vive di una luce propria, offrendo quarantacinque minuti che faranno la gioia di chi predilige il lato più emozionale del metal estremo. Le melodie poggiate su martellanti blast beats e la voce, ora in growl, come nell’opener Shine, ora in screaming ma sempre convincente e appropriata, contribuiscono a disegnare un quadro molto vicino alla perfezione. Il lavoro è apprezzabile soprattutto per la sua qualità d’insieme, la tensione emotiva non cala mai e Astaroth non commette in alcun frangente l’errore di adagiarsi sugli allori inserendo passaggi di maniera con la sola funzione di riempitivo.
Una splendida prova per un musicista in crescita esponenziale e un disco da avere e ascoltare senza alcuna esitazione.

Tracklist :
1. Shine
2. Room Winter
3. Without Movement
4. Transcendence

Line-up :
Astaroth – All Instruments