Roine Stolt’s The Flower King – Manifesto Of An Alchemist

Pur considerandolo un’artista meritevole della massima stima e di altrettanto successo non sono mai riuscito ad entrare del tutto in sintonia con l’idea di progressive di Roine Stolt, del quale ricordo con molto più piacere la militanza nei magnifici Transatlantic (dove comunque c’è molta farina del suo sacco) piuttosto che l’attività con la sua band principale, The Flower Kings, e lo stesso dicasi anche per la recente creatura denominata The Sea Within.

Per i miei gusti il musicista svedese esprime una versione tropo soffusa del progressive, ineccepibile quanto si vuole dal punto di vista tecnico ed esecutivo, ma avara di quegli slanci emotivi che il genere in questione dovrebbe evocare ad ogni pie’ sospinto.
Va da sé che non si può non accogliere con soddisfazione questa nuova uscita targata Roine Stolt’s The Flower King, perché in Manifesto Of An Alchemist non c’è davvero nulla che non vada per allietare le orecchie di chi voglia ascoltare, nel nuovo millennio, sonorità che rielaborano in maniera fedele e competente quanto offerto dai campioni del genere negli anni ‘70 e ‘80.
A tale proposito basta puntare subito alla traccia numero 5, Rio Grande, un bellissimo episodio strumentale che in certi passaggi sembra essere stato sottratto con destrezza alle sessioni di registrazione di A Trick of the Tail o Wind And Wuthering e questo, nel bene e nel male, è quanto bisogna attendersi da un lavoro del genere, piacevole, carezzevole ma destinato a non lasciare un segno indelebile nell’ascoltatore, a meno che questo non sia un fan incallito del prolifico musicista scandinavo.
Ovviamente quanto portato ad esempio in precedenza non deve far pensare ad un’operazione blandamente calligrafica da parte del buon Stolt, che unisce con sapienza gli insegnamenti del prog del secolo scorso con le pulsioni provenienti da oltreoceano (la sua lunga frequentazione con Neal Morse nei già citati Transatlantic in tal senso si percepisce chiaramente, specie in un brano come Lost America): il risultato è l’ennesimo valido lavoro offerto da un artista il cui operato si colloca costantemente su un livello medio alto, grazie alla bravura sua e dei musicisti di cui si circonda, senza possedere però quello spunto decisivo necessario per arrivare all’eccellenza assoluta.

Tracklist:
1. Rainsong
2. Lost America
3. Ze Pawns
4. High Road
5. Rio Grande
6. Next To A Hurricane
7. The Alchemist
8. Baby Angels
9. Six Thirty Wake-Up
10.The Spell of Money

Line-up:
Roine Stolt – lead vocals, guitars, synths, keyboards, bass
Marco Minnemann – drums
Michael Stolt – bass, vocals
Jonas Reingold – bass
Rob Townsend – sax
Max Lorentz – Hammond B3, vocals
Zach Kamins – Moog & keys
Hans Froberg – vocals
Nad Sylvan – vocals

THE FLOWER KINGS – Facebook

 

Roine Stolt’s The Flower King - Manifesto Of An Alchemist - rock

In Your Eyes ezine webzine dal 1999

  • Autori Vari – Salò or The 120 Days Of Sodom
    by Massimo Argo on 25 Febbraio 2026 at 20:01

    Salò or The 120 Days Of Sodom: La potenza del film di Pasolini e delle musiche di Morricone ci raccontano che nessuno è al sicuro, non c’è salvezza se qualche potente si mette in testa certe cose, e l’unica salvezza è combattere il potere come si può.

  • :: ACUFENI :: FASTIDI AURICOLARI CONTEMPORANEI #43
    by Marco Valenti on 25 Febbraio 2026 at 16:55

    Human Leather, Kult Masek & Petr Vrba, Joanne Robertson, Leucotome e Rest Symbol. Cinque mondi completamente diversi in cui lasciarsi andare. Cinque modi di pensare la musica e il suono.   Human Leather :: Here Comes The Mind, There Goes The Body Here Comes The Mind, There Goes The Body by Human Leather Here Comes

  • FRONTIERE SONORE PUNTATA 17
    by Simone Benerecetti on 24 Febbraio 2026 at 16:16

    A Frontiere Sonore sono scesi, dalla Valbormida con furore, i The Valley, che tra un live acustico ed una chiacchierata ci hanno presentato il loro nuovo singolo. Conducono in studio: Federico “il Deca” De Caroli e Simone Benerecetti. Ascoltiamo: Lugano Maikibinga,Barren Womb,Yaacov Kobi Hokima,Movie Star Junkies, THE VALLEY. Regia: Massimo Rocca. 01 – Lugano Maikibinga

  • Roman Kozak di Questa non è una discoteca. La storia del CBGB
    by Massimo Argo on 24 Febbraio 2026 at 10:14

    Scopri il libro di Roman Kozak sulla leggenda del CBGB. Un viaggio nel punk di New York con testimonianze inedite dei Ramones e focus esclusivo sulle band italiane.

  • The Queen Is Dead Volume 195 – Syberia, a tribute to Ozzy Osbourne, All We Leave Behind
    by Massimo Argo on 23 Febbraio 2026 at 17:57

    Syberia, A Tribute to Ozzy Osbourne e All We Leave Behind: tre uscite tra post metal, heavy metal e death doom da non perdere.

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Leggi Tutto »
Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

Leggi Tutto »
Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Leggi Tutto »
Walkways - Bleed Out, Heal Out - metal

Walkways – Bleed Out, Heal Out

In un momento di scarsa qualità delle proposte alternative rock vicine al metalcore questo gruppo è una bella scoperta e vi regalerà degli ascolti molto piacevoli e duraturi.

Leggi Tutto »