Recensione

I Seven Thorns sono un gruppo danese attivo da vent’anni, magari poco conosciuto fuori dai confini nazionali ma assolutamente in grado di solleticare i palati degli amanti del power metal dai gusti raffinati.

Symphony Of Shadows è il quarto lavoro del quintetto, non troppo produttivo nella sua carriera ma, a giudicare da quanto sentito in questo nuovo lavoro, capace di raggiungere un buon livello qualitativo in un genere che ultimamente è uscito dai primi posti nelle preferenze dei fans.
L’album è composto da nove brani in cui la potenza del power è accompagnata da un buon talento melodico e da atmosfere progressive che mettono in evidenza l’ottima tecnica dei musicisti, protagonisti di un lavoro a tratti avvincente.
Le caratteristiche principali del sound dei Seven Thorns rileva una forte connotazione power/prog, strutturata su ritmiche potenti, un uso assai melodico e progressivo delle orchestrazioni che ricordano non poco i conterranei Royal Hunt, band a mio avviso che ha ispirato il gruppo del singer Björn Asking, non lontano come interpretazione dal regale DC Cooper.
I Seven Thorns non nascondono certo le loro influenze, passando appunto dai Royal Hunt agli At Vance e ai Sonata Artica, peccando forse in originalità, ma restando ben saldi sui piani alti del genere con una raccolta di brani dall’appeal notevole, sempre caratterizzati da potenza e melodia e resi eleganti dal gran lavoro alle tastiere di Asger W. Nielsen.
Black Fortress, la cavalcata Last Goodbye, il deciso power/prog metal di Virtual Supremacy e la conclusiva, neoclassica title track sono i brani cardine di questo ottimo lavoro firmato Seven Thorns.

Tracklist
1. Evil Within
2. Black Fortress
3. Ethereal (I’m Still Possessed)
4. Beneath a Crescent Moon
5. Castaway
6. Last Goodbye
7.Virtual Supremacy
8. Shadows Prelude
9. Symphony of Shadows

Line-up
Björn Asking – Vocals
Gabriel Tuxen – Guitars
Asger W. Nielsen – Keys
Mads Mølbæk – Bass
Lars Borup – Drums

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