Recensione

I romani Seventh Genocide con un album come Towards Akina, uscito circa un anno fa, si sono collocati ai vertici nazionali di quella mutevole galassia musicale in cui viene incluso chi fonde black metal, shoegaze e psichedelia , un ambito il cui solo pensare che tra le band più importanti vengono annoverati Alcets ed Agalloch fa intuire quale sia lo spazio di manovra al suo interno, stante la distanza stilistica che separa queste seminali realtà.

Questo spazio i Seventh Genocide lo sfruttano al meglio, grazie ad un talento che consente loro di lasciar fluttuare il sound senza apparire dispersivi, nonostante gli ingredienti che vanno a comporre anche questo ep intitolato Svnth siano molteplici e a tratti apparentemente contrastanti, rendendo marginale il fatto che tre dei quattro brani siano di fatto rielaborazioni di tracce presenti nei primi due demo rilasciati all’inizio del decennio.
La band romana possiede, infatti, il dono innato di far convergere tutte le proprie ispirazioni in un punto ben preciso da cui poi sfogare liberamente e fluidamente ogni pulsione creativa.
Un brano emblematico in tal senso, tra i quattro che compongono questo lavoro della durata di circa mezz’ora, è il conclusivo Martial Eyes (il cui minutaggio è raddoppiato rispetto all’originale contenuto nel demo autointitolato, tanto per dimostrare quale e quanto sia stato il lavoro di revisione del materiale già edito), in cui galoppate strumentali prossime all’heavy power si sposano alle già incontrate divagazioni pinkfloydiane in maniera del tutto naturale, e sotto certi aspetto lo stesso avviene anche in Sleepless, unico episodio inedito del lavoro, il cui incedere appare ancor più progressivo.
La traccia d’apertura Through Woods and Fire (anch’essa presente nel demo del 2012) parrebbe invece tributare l’opera della band di John Haughm, con il suo incipit folk e la magnifica esplosione post black che, dopo pochi minuti di ascolto, esplicita al meglio il valore dei Seventh Genocide e anche in questo caso il brano più vicino in scaletta, Clouds of Desolation (la cui versione originale proviene dal promo del 2011), ne replica le caratteristiche di base per quanto tale verbo possa essere quasi un ossimoro quando si parla di un lavoro dai tratti così cangianti.
Nonostante le sue caratteristiche Svnth può essere considerato alla stregua di un lavoro di inediti, tale è stato il percorso evolutivo dei Seventh Genocide rispetto agli esordi: l’ep ha la funzione non da poco di consolidare lo status prestigioso acquisito dalla band romana con pochi ma mirati lavori, oltre quella di ricordarci sempre che per ascoltare musica fresca e coinvolgente non è quasi mai necessario spingersi oltreconfine.

Tracklist:
1. Through Woods and Fire
2. Clouds of Desolation
3. Sleepless
4. Martial Eyes

Line-up:
Rodolfo Ciuffo – Bass, Vocals/Lyrics
Stefano Allegretti – Electric/Acoustic Guitars
Jacopo Gianmaria Pepe – Electric Guitars
Valerio Primo – Drums

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