Recensione

Se la nosografia è nelle scienze naturali ed anche in medicina catalogazione dei dati racconti, con la anamnesi si giunge ad interpretarli. Un passo ulteriore.

Ed il passo compiuto dai siciliani Sinoath è, realmente, ottimo. Quello del quartetto catanese, attivo fin dai primi anni novanta, è un dark metal personale e ben suonato, Si parte, come è ovvio che sia, da un retaggio sabbathiano (diversi frangenti musicali del disco sono omaggi, quasi, alla creatura di Tony Iommi) per arricchirlo con soluzioni ingegnose ed interessanti. La title-track ci introduce a Saturnalia, pezzo di indubbio spessore che si diffonde in ambientazioni oscure e sonorità spettrali. Piace nella fattispecie l’impiego dell’organo. Le atmosfere sono quasi magiche, gli arpeggi medievaleggianti. Il tocco della band è spesso ipnotico e conturbante, tetro e misterioso, naturalmente con la giusta dose di dinamismo. Join Us appare maggiormente legata ai canoni dell’hard rock più classico, sia pure in un contesto che resta saldamente ancorato al doom tradizionale. Dopo la funerea Brainstorming, è la volta dello strumentale Hyperuranius e degli oltre dieci minuti di The Absolute Nowhere, varia ed a tratti piacevolmente acustica. Chiude la soave elegia di Arcadia, degno suggello dell’album.

Track list
1 Anamnesis
2 Saturnalia
3 A Journey Unknown
4 Join Us
5 Brainstorming
6 Hyperuranius
7 The Absolute Nowhere
8 Arcadia

Line up
Fabio Lipera – Guitars
Alessio Zappalà – Bass
Salvatore Fichera – Drums
Francesco Cucinotta – Guitars / Vocals

SINOATH – Facebook