Recensione

Post Rock, post metal, avanguardia, jazz …progressive: ecco, quando non troverete più aggettivi per identificare la musica di questo combo australiano, progressive sarà probabilmente la parola più indicativa per poter cogliere il concept dietro al sound di questo bellissimo lavoro strumentale intitolato No Tether.

Loro sono i Tangled Thoughts Of Leaving, quartetto di Perth, al secondo lavoro dopo Yeld To Despair, album di debutto uscito tre anni fa e che fu accolto molto bene da critica e pubblico; ora No Tether alza l’asticella quel tanto che basta per convincere chi ascolta d’essere al cospetto di una band a suo modo geniale.
Un’ora di musica strumentale oscura e metallica, progressiva e dinamica, ma tremendamente atmosferica: tragica, introspettiva, drammatica, un lungo dipanarsi di note a tratti ossessive (King Crimson) che si stagliano su tappeti dark/ambient.
Sette capitoli formano un’unica opera che ha nella suite Signal Erosion il suo cuore, annerito da un’attitudine oscura e pesantissima, mentre il pianoforte detta le coordinate ed i tempi a chitarre dai rimandi metallici, in un crescendo emozionale intenso e drammatico.
Nel genere, la band australiana tocca livelli davvero alti, la sua musica ipnotizza ed entra dentro l’ascoltatore, prima di esplodere in un fragore rabbioso, o regalare ritmiche progressive con chitarre lacerate da un’anima noise in Binary Collapse.
No Tether non è sicuramente un album facile e i Tangled Thoughts Of Leaving non sono un gruppo qualunque, ma una musica come questa, di difficile catalogazione, è un’esperienza da provare per chi è avvezzo con le sonorità elencate in fase introduttiva.

Tracklist
1. Sublunar
2. The Alarmist
3. Cavern Ritual
4. Signal Erosion
5. Inner Dissonance
6. Binary Collapse
7. No Tether

Line-up
Ron Pollard – Piano, Synth
Ben Greene – Drums, Noise
Paul Briggs – Guitar
Luke Pollard – Bass, Samples

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