TEMPERANCE – Intervista

I Temperance hanno tutte le carte in regola per diventare la new sensation del metal tricolore: il loro disco di esordio omonimo stupisce per freschezza compositiva ed un appeal commerciale elevatissimo. fornendo al symphonic power metal un approccio moderno che si discosta dalle uscite classiche del genere, andando a competere sullo stesso piano delle top band internazionali.
Ne abbiamo parlato con Marco Pastorino compositore, chitarrista e cantante, conosciuto anche per la sua militanza nei grandi Secret Sphere, disponibilissimo nel raccontarci nascita e sviluppo del progetto Temperance.

IYE Ciao Marco, quando nasce il progetto Temperance?

Ciao Alberto! I Temperance nascono verso agosto 2013. Ci siamo ritrovati in sala prove per cercare di sviluppare un certo tipo di sound che nessuno di noi cinque aveva mai avuto la possibilità di approfondire. Dopo pochi istanti , ci siamo resi conto di avere in mano un’ottima band; mi preme poi sottolineare quanto in brevissimo tempo tutti noi siamo riusciti a legare umanamente. Una cosa scontata ma che molti sottovalutano sempre.

IYE Al di là della provenienza di 4/5 dei musicisti dai Bejelit, esiste una sorta di continuità musicale tra le due band oppure i Temperance vanno considerati una realtà del tutto a sè stante?

Le due band sono assolutamente due cose completamente diverse. Contrariamente al passato, Temperance è un nome nato prima di tutto da una forte passione, una band che dal primo momento ha visto un mood di lavoro completamente diverso. Ma non ci fermiamo qui; in tutti noi c’è la gioia di suonare, confrontarsi e prima di tutto, divertirsi.

IYE Ho trovato entusiasmante la prova di Chiara Tricarico, quali sono state le modalità del suo coinvolgimento?

Chiara è stata la prima persona a cui personalmente ho pensato quando stava venendo fuori la possibilità di provare, come ti dicevo, a sviluppare un certo tipo di sound. Ricordo benissimo quando mi ha mandato i primi provini di qualche pezzo e siamo rimasti folgorati. Alla prima prova in sala , ha portato una prima bozza di quella che è diventata Lotus, e non abbiamo fatto altro che innamorarci della sua voce. Con il passare delle settimane poi, ci siamo resi conto di aver trovato la persona giusta non solo dal lato musicale, ma soprattutto quello umano.

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IYE Come si è sviluppato il lavoro di composizione?

Io e Giulio abbiamo scritto interamente tutte le musiche nel giro di poche settimane. L’ispirazione del momento era tale da averci permesso tutto ciò, diciamo. Poi noi due, insieme al grande apporto di Chiara, abbiamo dato vita a tutti i testi del disco; mi preme sottolineare questo lavoro, perché forse per la prima volta ho avuto la possibilità di entrare totalmente nella stesura di essi e devo ammettere che molte parti che Chiara e Giulio hanno scritto, mi emozionano come non mai.

IYE Simone Mularoni alla produzione è ormai una garanzia di qualità. Il fatto che anch’egli sia un rinomato chitarrista, che genere di valore aggiunto può portare?

Simone per me ormai è il numero uno assoluto delle produzioni, non ha nulla da invidiare a tanti producer più celebrati, a mio parere. Il suo essere un ottimo chitarrista, nonché un grande compositore, non fa che alzare il livello sonoro finale; vuoi per piccoli consigli su arrangiamenti, alcuni lavori di post produzione, nonché nel consigliare alcune scelte a livello di mix naturalmente.

IYE L’album è un eccellente mix di brani con un feeling moderno e altri più in linea con il symphonic power tradizionale: quali sono le band della scena che preferisci e che, magari, possono rappresentare per voi un eventuale punto di riferimento?

Ti ringrazio molto per le belle parole. Personalmente rimango legatissimo a Nightwish e Within Temptation, parlando di symphonic metal, ma potrei citarti decine e decine di band. Il fatto che tutti noi abbiamo vastissimi ascolti penso che possa solo portare una ventata di freschezza al sound in generale.

IYE “Temperance” possiede un appeal davvero elevato grazie ad una vena melodica straordinaria: quali aspettative avete dal punto di vista commerciale?

Noi mettiamo al primo posto le melodie forti, che possano coinvolgere appieno l’ascoltatore; da fan assoluto di tantissimi cantanti pop, non posso far altro che scrivere una buona melodia e costruirci sopra una canzone. Le nostre aspettative sono quelle di portare avanti e in giro per il mondo la nostra musica, quello che poi ne arriverà sarà la semplice conseguenza di ciò. Suonare è la cosa che amiamo di più nella vita; prenderemo quello che arriverà con il massimo dell’entusiasmo.

IYE Ormai da diversi anni sei uno dei protagonisti della scena italiana: quale opinione hai dello stato di salute del metal nostrano in questa prima parte del nuovo millennio?

Il metal e il rock italiano godono di ottima saluta, come non mai a mio parere, grazie anche al lavoro incessante di tantissime band , che siano i più conosciuti Lacuna Coil, Elvenking o Fleshgod Apocalypse, piuttosto che Ready Set Fall, Overtures, Hell In The Club o quant’altri. Sta crescendo piano piano il supporto per le band della nostra penisola ma, purtroppo, siamo ancora lontani anni luce da quello che succede in Scandinavia, Germania, ecc. . Però sicuramente il livello qualitativo si è alzato in maniera pazzesca.

IYE Spesso le band tricolori hanno la possibilità di suonare all’estero di fronte a platee numericamente importanti, mentre ciò non accade, se non di rado, dalle nostre parti: secondo te questo accade per un problema culturale che mette ai margini la musica metal, per la congiuntura economica sfavorevole o, ancora, per quella deprecabile forma mentale che privilegia l’attenzione solo nei confronti di quei pochi, soliti, grandi nomi?

Purtroppo sono poche le band, italiane e non, che hanno un budget per cui i locali possano fare investimenti. Lo stesso discorso a mio parere vale anche per le band più undeground. Come fa un locale a pagare 2-3 band a sera se sa per certo che non avrà ingressi? La crisi c’è per tutti, dal localino italiano, fino all’arena europea. Il problema sta a mio parere nel fatto che il supporto per la musica live è molto sceso negli ultimi anni e parecchia gente predilige magari supportare pochi eventi o festival, piuttosto che delle piccole date durante l’anno. Naturalmente ci sono alcune eccezioni, per fortuna; le band che lavorano in una certa maniera, ti porto l’esempio dei Destrage, ancora nel 2014 riescono a suscitare una grande attenzione e un grande interesse nei confronti del pubblico. Il lavoro paga sempre a mio parere.

IYE Quello che vi porta a dare sempre il 100%di fronte a 50 persone come dinnanzi a 2000 deriva più dalla passione o dalla professionalità?

Si ricollega totalmente al discorso di prima; non dovrebbe mai cambiare nulla nel suonare di fronte a 10 o 50.000 persone. Quelle 10 persone hanno pagato un biglietto e sono venute per vedere la tua band, è giusto mostrargli uno spettacolo al top, come se ci fossero appunto 50.000 spettatori. Anche questo dà i suoi frutti; negli anni ho visto band suonare di fronte ad una manciata di persone per poi passare in pochi anni a farlo di fronte a platee immense. Penso che tanti si ricordino, per esempio, molti vecchi show dei Gotthard che 15 anni suonavano di fronte a 50 persone mentre ora, non così tanto tempo dopo, si esibiscono davanti a platee composte da migliaia di spettatori.

IYE L’estate è ormai alle porte, avete già programmato delle date dal vivo o la partecipazione a qualche festival?

Certo, suoneremo in diversi festival italiani che annunceremo a breve, tra cui Il Metal Camp Sicily ad agosto in compagnia di Korpiklaani, Marduk ecc. Siamo appena entrati in campo, ma non vediamo l’ora di calcare più palchi possibili.

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IYE Oltre ad essere un ottimo chitarrista sei anche un cantante decisamente dotato: nei Temperance e nei Secret Sphere ti ritrovi a fianco di due grandi vocalist come Chiara (per noi una piacevole novità) e Michele Luppi (che invece non ha certo bisogno di presentazioni). Quali differenze ci sono nell’accompagnare una voce femminile rispetto ad una maschile?

Ti ringrazio per le belle parole. Lavorare con Chiara e Michele è naturalmente un qualcosa di diverso a livello totale. Li lega però la passione nel canto e nella musica che, personalmente, è quello che cerco di più nelle persone con cui suono o collaboro. Michele era uno dei miei cantanti preferiti da quando avevo 16 anni, ho sempre ammirato la sua completa dedizione al canto, e quando abbiamo iniziato a suonare insieme è stato come un sogno che si trasforma in realtà; al suo fianco ho potuto imparare un sacco di cose, e molte altre ne imparerò ancora.
Chiara è giovanissima ma possiede un grande talento pronto ad esplodere; negli anni ha avuto la possibilità di confrontarsi con diverse situazioni e penso che i Temperance gli abbiamo dato l’opportunità di maturare ulteriormente e di aprire la sua voce a nuove influenze e prospettive.

IYE Per finire una domanda doverosa: ci sono novità in casa Secret Sphere?

Attualmente stiamo definendo gli ultimi dettagli per “A Time Never Come”, il nostro secondo album, che uscirà nei prossimi mesi completamente risuonato dalla nuova line-up con Michele alla voce, naturalmente. Ma oltre a questo stiamo lavorando a molte cose, tra cui la stesura del successore di “Portrait Of A Dying Heart” che vedrà la luce prossimamente.

Temperance - Temperance - metal

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