Recensione

Continua inarrestabile l’ascesa dei The Foreshadowing che, con Second World, pubblicano il disco della definitiva consacrazione.

Già con l’esordio “Days Of Nothing” e con il successivo, splendido, “Oionos”, la band romana aveva gettato le basi per imporsi come uno dei nomi di punta della scena nostrana: chiunque avesse assistito a un loro concerto aveva potuto facilmente verificare le potenzialità di un gruppo al quale la dimensione underground stava decisamente stretta.
Questo lavoro, mixato e masterizzato da Dan Swanö agli Unisound Studios, riesce in maniera stupefacente a fondere le due anime che, nei dischi passati, talvolta lottavano per prendere il sopravvento l’una sull’altra: il cupo death-doom e il dark raffinato trovano il loro punto d’incontro in un gothic che prende il meglio da entrambe le matrici senza rinnegarle in alcun modo.
Marco Benevento rinuncia del tutto alle asprezze del passato, stabilizzandosi sulle sue tonalità calde e profonde, vicine a vocalist come Dave Gahan e Sven Friedrich (Dreadful Shadows, chi se li ricorda ascolti con attenzione Noli Timere), mentre anche il resto della band si esprime a livelli stellari grazie a un suono pulito ed energico allo stesso tempo.
Il disco, dal punto di vista lirico è un concept incentrato sulla ribellione della natura nei confronti dell’umanità, tematica magari non inedita ma trattata con la dovuta profondità, mentre sotto l’aspetto musicale, se nella prima metà sono racchiusi i brani più energici, la seconda parte viene riservata invece agli episodi dalle atmosfere più rarefatte senza perdere comunque un’oncia di intensità.
Le dieci tracce sono altrettante gemme incastonate all’interno di quest’opera, ma nonostante ciò alcune risultano ancora più brillanti: Outcast, un brano gothic-doom come non se ne sentivano da tempo, ovvero “quando gli allievi superano i maestri”, The Forsaken Son, dall’incedere drammatico e caratterizzata da un chorus di rara bellezza, Reverie Is A Tyrant, plumbea nei suoi ritmi rallentati e chiusa da un magnifico assolo di chitarra, e soprattutto Aftermaths, letteralmente indimenticabile per le melodie vocali e per la letale chiusura che fa presagire sfracelli quando sarà proposta dal vivo.
Second World è stato pubblicato quasi contemporaneamente a “Tragic Idol”, che viene surclassato, lo dico a malincuore visto l’amore sconfinato che nutro da sempre per i Paradise Lost, in virtù della freschezza compositiva e del livello di perfezione raggiunto dalla band romana, pur senza dimenticare che chiunque affronti questo genere non può prescindere da quanto composto in passato da Gregor Mackintosh e soci.
Ovviamente, proprio per questo, ci saranno sempre i soliti incontentabili che avranno da ridire sull’originalità della proposta: di fronte ad affermazioni di questo tenore l’unica replica possibile viene presa in prestito dal Sommo Poeta: “non ti curar di lor ma guarda e passa”.
A chi, molto più prosaicamente, si “accontenta” di ricercare emozioni nella musica che ascolta, i The Foreshadowing hanno regalato un autentico capolavoro …

Tracklist :
1. Havoc
2. Outcast
3. The Forsaken Son
4. Second World
5. Aftermaths
6. Ground Zero
7. Reverie Is a Tyrant
8. Colonies
9. Noli Timere
10. Friends of Pain

Line-up :
Jonah Padella Drums
Andrea Chiodetti Guitars
Alessandro Pace Guitars
Francesco Sosto Keyboards, Backing Vocals
Marco Benevento Vocals
Francesco Giulianelli Bass