Recensione

Due anni dopo l’ep d’esordio Hollow ritroviamo I finnici The Ghost I’ve Become con un nuovo ep che conferma quanto di buono era già stato esibito a suo tempo.

Nonostante tali valide premesse, non si può fare a meno di notare, quale aspetto negativo, il fatto che una band di tale prospettiva continui ad essere priva del supporto fattivo non solo di un etichetta ma anche di un agenzia di promozione e, purtroppo, in un mondo in cui troppo spesso chi appare ottiene molta più considerazione rispetto a chi vale, tutto questo non può che rivelarsi alla lunga un handicap per questi ottimi musicisti.
Il songwriter e chitarrista Lauri Moilanen ripropone gli schemi vincenti che ben conosciamo, rafforzandoli ulteriormente ed asservendoli al cupo concept che egli stesso ha ideato, ben supportato dalla buona produzione curata dall’altro chitarrista Joonas Kanniainen e ottimamente illustrato dall’inqueitante artwork curato dal vocalist Jomi Kyllönen.
Indubbiamente questo atteggiamento improntato ad un DIY, elevato però ai massimi termini in quanto a professionalità, continua a portare frutti prelibati, in quanto Circle of Sorrow è un lavoro nel quale vengono miscelate al meglio le influenze che i nostri riescono a rielaborare in maniera personale, benché l’impronta di band come gli imprescindibili Swallow The Sun e dei loro contraltari d’oltreoceano Daylight Dies siano ben percepibili.
Denial e Torment rappresentano al meglio il doloroso crescendo che porta alle splendide aperture melodiche di Grief e al commovente intimismo dell conclusiva Yearn: da notare in questi ultimi due brani, l’importante contributo della voce pulita affidata al musicista canadese Marc Durkee, a dimostrazione dell cura dei particolari che non viene mai meno nell’operato dei The Ghost I’ve Become.
Non si può quindi che ribadire con soddisfazione come la band di Oulu sia una delle promesse più concrete in ambito death doom e anche se, come detto, realtà di livello nettamente inferiore riescono a trovare il supporto di etichette anche importanti, continuo sempre a pensare (o meglio dire a sperare) che la meritocrazia alla fine abbia la meglio sulla capacità di vendersi.
L’auspicio è che Moilanen e soci trovino quanto prima l’appoggio esterno ideale per cominciare a pensare ad un primo full length che, con questi presupposti, potrebbe svelarne le indubbie doti ad numero ben più consistente di appassionati.

Tracklist:
1. O
2. Denial
3. Torment
4. Grief
5. Yearn

Line-up:
Lauri Moilanen – Guitars, backing vocals
Joonas Kanniainen – Guitars
Jomi Kyllönen – Vocals
Jaakko Koskiniemi – Bass

Guests:
Marc Durkee – Clean Vocals
Tommi Tuhkala – Drums
Aleksi Tiikkala – Piano

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