Recensione

Vacant Body è un nome del quale ben poco si sa se non la provenienza australiana, per cui il compito di descriverne l’essenza è demandato del tutto a questo demo contenente tre brani per un totale complessivo inferiore ai dieci minuti di musica.

Poco per farsi un’idea più esaustiva delle potenzialità di questo che, a occhio e croce, dovrebbe essere un progetto solista, ma abbastanza per rinvenire in due brani come Spiralling Altar e Light That Never Prevails (l’iniziale Infinite Leash è una breve intro strunentale) le stimmate di un black death di buona qualità, prodotto e registrato in maniera soddisfacente (qui sappiamo che il mastering è stato curato da Magnus Andersson dei Marduk), tutt’altro che banale a livello ritmico e ben interpretato a livello vocale.
Le sensazioni lasciate da questo breve assaggio sono più che confortanti e l’impressione è che un eventuale lavoro su lunga distanza dei Vacant Body possa ritagliarsi in futuro un suo spazio privilegiato, perché il sound mantiene costantemente elevata una tensione e una capacità di coinvolgimento non così scontata, rispetto alla quale l’unica riserva è, appunto quella di verificare se ciò possa avvenire anche in presenza di una durata ben più consistente.

Tracklist:
1.Infinite Leash
2.Spiralling Altar
3.Light That Never Prevails