Recensione

I francesi Wedding In Hades giungono alla seconda prova su lunga distanza sotto l’egida della BadMoodMan, label affiliata alla Solitude e, quindi, sinonimo di qualità assoluta.

Misbehaviour non delude le attese, presentando un band in grado di tessere trame musicali costantemente in bilico tra death-doom e gothic, sulla scia di quanto fatto dai My Dying Bride, particolarmente nella prima parte della loro carriera.
Del resto, nel commentare le nuove uscite in questo campo, il nome della band di Aaron Stainthorpe viene spesso citato, ma non sempre a proposito; in questo caso, invece, un brano come Forsaken, che apre alla grande il disco, riporta subito alle atmosfere di “As The Flower Withers”, con tanto di “growl a cappella” simile a quello presente nella magnifica “Sear Me”.
Nella successiva traccia, Men To The Slaughter, emerge una vena melodica più affine ai Saturnus, mentre Sleeping Beauty richiama in maniera evidente i Type O Negative, anche per le clean vocals dall’impostazione simile a quella del compianto Peter Steele; questo dimostra che la band transalpina non si limita affatto a ricalcare pedissequamente un solo modello stilistico, cercando invece di rielaborare in maniera tutt’altro che scontata quanto prodotto in passato dai nomi più conosciuti della scena.
Operazione che riesce alla perfezione con Dust In A Stranger’s Eyes, brano a dir poco superlativo dalle atmosfere diluite e malinconiche e Regrets, con un bellissimo pianoforte a impreziosire una trama musicale gravata di mestizia.
The One To Blame appare come l’unico momento discutibile a causa delle sue brutali accelerazioni che stridono rispetto a quanto ascoltato nel resto dell’album; le cose tornano a posto con la sognante e delicata Almost Living e con la ripresa di Men To The Slaughter, che chiude degnamente un lavoro di pregevole qualità.
I Wedding In Hades confermano le buone impressioni destate con il precedente “Elements Of Disorder” approdando a un gothic-doom raffinato e perfettamente inserito nel solco della tradizione del genere; la prova strumentale del quartetto francese è impeccabile, così come la prestazione dietro il microfono di S.Toutain è convincente sia con il growl sia quando ci cimenta con le clean vocals, anche se in quest’ultimo caso la pronuncia inglese è rivedibile a causa del persistere di un forte accento francofono.
Nulla che possa inficiare, più di tanto, un album che merita di trovare un posto di riguardo nella collezione di chi è costantemente alla ricerca di emozioni in musica.

Tracklist :
1. Forsaken
2. Men to the Slaughter
3. Sleeping Beauty
4. Dust in a Stranger’s Eyes
5. Regrets
6. The One to Blame
7. Almost Living (But Not Dead Yet)
8. Men to the Slaughter (Reprise)

Line-up :
V. Lahaeye – Drums, Backing Vocals
D. Simon – Rhythm & Lead Guitars
O. Raoult – Keyboards
S. Toutain – Vocals, Bass, Acoustic & Nylon Stings Guitars