Recensione

Torna a due anni di distanza dallo split dei Cathedral il messianico sacerdote del doom anni novanta Lee Dorrian, personaggio avvolto da un’aura di carisma tale da far risplendere di luce propria ogni uscita discografica dove mette lo zampino.

Per la sua etichetta (la Rise Above Records), specializzata ( e non poteva essere altrimenti) nei suoni doom/stoner, esce il primo lavoro omonimo del progetto With The Dead, dove il grande vocalist britannico è accompagnato da Tim Bagshaw (Chitarra, Basso) e Mark Greening (Batteria, Organo Hammond), musicisti provenienti da due band seminali del genere, gli Electric Wizard e i Ramesses.
With The Dead non gode al suo interno di grosse novità stilistiche, il sound marcissimo e sporco, accompagnato da suoni ribassati e da atmosfere catacombali, è una via di mezzo tra i suoni della cattedrale e le band di provenienza dei due musicisti che accompagnano il prelato del doom, perfettamente a suo agio in questa cascata di lava dai rimandi classici e stravolta da iniezioni di stoner metal, che nei primi anni novanta lui più di altri ha portato all’attenzione dei fans con album magnifici.
Suoni lenti e brutali, una produzione sporca che dona ai brani sfumature catacombali, fuzz e riverberi a palla, su cui la talentuosa e storica voce di Dorrian, gioca con il genere, lasciando, a chi si confronta con lei, solo la parte dei chierichetti, tanto sprizza carisma e personalità, confermandosi come il punto più alto dell’espressione vocale nel genere suonato, fanno di questo lavoro un must per gli amanti dei suoni messianici e sabbatici, una lunga discesa nelle catacombe dove ad aspettarci ci sono tre sacerdoti pazzi, dimenticati dal tempo negli antri e nei cunicoli dove resti umani, rettili e fiumi di lava bollente sono gli spiacevoli incontri, prima di lasciare ogni speranza di ritorno alla luce.
Ed è così che questi tre musicisti ci regalano otto bordate messianiche, dall’andamento cadenzato, ossianiche e orrorifiche, colme di distorsioni e watt al limite dell’umano, una brutale dimostrazione di forza e potenza, aggressive e ritmate (The Cross), evocative e sabbathiane (Nephthys), ipnotizzanti, destabilizzanti e acide (Living With The Dead), spettacolarmente lentissime ed ossessive, tornando a scuotere fondamenta sotto i colpi di un’inesorabile bombardamento cupo e magmatico con la conclusiva Screams From My Own Grave, apice del disco, dove Dorrian dà prova di non aver perso un briciolo della disperata e ossessiva magniloquenza che lo ha reso il miglior interprete del doom/stoner degli ultimi trent’anni.
Album trascinante e ossessivo, un ascolto obbligato per chi si ritiene un fan del genere, e altro grande album firmato Rise Above.

TRACKLIST
01. Crown of Burning Stars
02. The Cross
03. Nephthys
04. Living With the Dead
05. I Am Your Virus
06. Screams From My Own Grave

LINE-UP
Lee Dorrian – Voce
Tim Bagshaw – Chitarra, Basso
Mark Greening – Batteria, Organo Hammond

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