Woest – La Fin de l’ère Sauvage

I marsigliesi Woest esordiscono con questo full length intitolato La Fin de l’ère Sauvage, un lavoro che include pulsioni industrial all’interno di un’impalcatura black doom.

Come spesso accade, dal suolo francese giungono proposte fortemente disallineate rispetto alla normalità, una tendenza questa che dà vita a dischi geniali così come ad altri cervellotici o deludenti: il caso in questione si colloca più o meno a metà strada, in virtù di una buona propensione sperimentale che purtroppo non sempre è sorretta da suoni ottimali.
Non so se ciò possa dipendere solo dalla qualità del promo in mio possesso, ma qui la produzione alquanto ovattata non sembra valorizzare al meglio uno stile che si differenza sostanzialmente dal black più canonico, necessitando a mio avviso di una maggiore pulizia a livello sonoro.
Detto ciò La Fin de l’ère Sauvage mostra più di un passaggio brillante che rende merito al tentativo, da parte dei Woest, di creare un qualcosa di non scontato: il loro industrial black è algido, solenne e cadenzato, in possesso dunque di tutte le caratteristiche per poter inquietare i sonni di più di un ascoltatore, in virtù di rare concessioni alla melodia.
La barbarie est l’état naturel de l’humanité. La civilisation n’est pas naturelle. Elle résulte simplement d’un concours de circonstances. Et la barbarie finira toujours par triompher” è il motto, mutuato dal Robert E.Howard, che campeggia sulla pagina Facebook e sul Bandcamp della band transalpina, e credo si confaccia perfettamente ad un album la cui apparente modernità viene ampiamente incrinata da un approccio, appunto, selvaggio e ostentatamente datato a livello di rivestimento sonoro.
Un lavoro complesso, a tratti ostico, ma senz’altro interessante.

Tracklist:
01-Le Froid Efface
02-Tout S’écroule
03-La Fin de l’ère Sauvage
04-Noir
05-Moelleuse et Tiède
06-Toundra

Line-up:
Torve – vocals
Malemort – guitars, drum machine
Dismas – bass

WOEST – Facebook

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