Recensione

Non è dato sapere se l’esperienza dei Blut Aus Nord abbia esaurito la propria obliqua e magnifica parabola portando il black metal delle origini al suo massimo livello di destrutturazione, di certo sappiamo che la nuova creatura di Vindsval e W.D. Feld, che di quella band sono le assi portanti, è destinata a regalare altre grandi soddisfazioni.

YERÛŠELEM, questo è il monicker, riprende ed attualizza ulteriormente l’industrial di matrice soprattutto albionica rendendola un’esperienza sonora non comune e, anche per questo, non per tutti.
Partendo da una base che accomuna i migliori terroristi sonici emersi in terra inglese nei primi anni ’90 (Godflesh, Scorn) il duo francese propone una rilettura terrificante della materia industrial, contaminandola mirabilmente con sfumature orientaleggianti (Babel) senza far venir meno l’ossessiva circolarità di un sound martellante ed ipnotico.
Del resto è difficile trovare un contesto musicale più adatto a descrivere il concetto di sublime, che l’appiattimento linguistico porta a ritenere un semplice accrescitivo di bello, mentre in realtà, secondo lo studioso del settecento Edmund Burke, è sublime “tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore”.
Il senso di nullità ed impotenza che proviamo di fronte ai fenomeni naturali, specialmente quando da questi non si viene direttamente coinvolti, viene mirabilmente evocato, prima con un certo impatto melodico come nella title track, per poi raggiungere il suo picco più minaccioso nell’accoppiata centrale Joyless /Triiiunity, lasciare nuovamente spazio a squarci armonici sminuzzati da una ritmica incalzante e defluire infine nella pace ambient di Textures Of Silence.
Gli YERÛŠELEM, in questa fase specifica della carriera di Vindsval, paiono esser una sorta di evoluzione in senso industrial delle sonorità offerte con l’ultimo album marchiato Blut Aus Nord, Deus Salutis Meæ, al quale per certi versi sembra addirittura sovrapporsi in più di un frangente. Anche per questo c’è una certa curiosità nel vedere dove ci potrà portare la preannunciata quarta parte di Memoria Vetusta (sempre che veda la luce, visto che se ne parla già da qualche anno).
Quel che conta è che questa configurazione convince non poco, anche se per una volta musicisti noti per i propri impulsi innovativi si “accontentano” di muoversi con grande maestria all’interno di territori impervi ma già ampiamente battuti da altri in passato.

Tracklist:
01. The Sublime
02. Autoimmunity
03. Eternal
04. Sound Over Matter
05. Joyless
06. Triiiunity
07. Babel
08. Reverso
09. Textures Of Silence

Line-up:
Vindsval: Guitars, Bass, Voices, Synths
W.D. Feld: Industrial Pulses, Synths