Recensione

E’ sempre una esperienza spirituale di alto livello l’ascolto di una nuova opera della band statunitense di Eugene, Oregon; gli Yob giungono all’ottavo album in studio approdando alla Relapse, label sempre attenta al meglio dell’estremo in musica.

Il trio condotto da sempre da Mike Scheidt, nella sua lunga storia (che parte dal 2000), ha portato la musica doom a un livello superiore sfornando opere avvincenti, sempre tese alla ricerca dell’inesplorato, toccando con maestria e ispirazione vette trascendentali e cosmiche; l’ascolto di perle come Catharsis (2003) o di tellurici dischi come Atma (2011), giusto per nominarne un paio, sono necessari per capire al meglio cosa voglia dire suonare puro doom. L’opera attuale, Our Raw Heart, giunge dopo un periodo molto travagliato della vita del gruppo: il leader Mike, a inizio 2017, ha avuto importanti e gravi problemi di salute con un lungo ricovero in ospedale prima di poter affermare di essere nuovamente in forze. Tutta questa situazione ha avuto chiaramente risvolti nella creazione dell’album che dimostra, come sempre, grande ispirazione con i suoi riff massivi e potenti, con le sue ritmiche varie e tonitruanti ma aggiunge anche una sincera e autentica introspezione nelle avvincenti e pensierose linee vocali di Mike, che canta con un trasporto da far accapponare la pelle. Si può cogliere in ogni nota una sincera emozione che spinge il lavoro su lidi forse meno trascendenti, più terreni e diretti. Non mancano di certo i momenti potenti che ci hanno fatto amare la band, vedi l’opener Ablaze, ma The Screen, oscura e ipnotica, alza l’asticella a livelli molto superiori. Sette brani, quasi 75 minuti di musica, dimostrano la grande voglia di scrivere dei Yob, come ad affermare la volontà di sopravvivere evidente nelle note dilatate e notturne di Lungs Reach, che esplode in un rauco e lacerante growl. Le emozioni non mancano ma gli abbondanti sedici minuti di Beauty in Falling Leaves danno il colpo di grazia, con note di chitarra di una delicatezza e dolcezza indicibile, ricordando la sublime Marrow del disco precedente; la voce del protagonista è emozionale, autentica, figlia di una sofferenza profonda prima di esplodere in …your heart brings me home… dove il nostro cuore è ridotto in brandelli dalla carica di un brano che cresce lentamente, portandoci in un mondo di stati d’animo difficili da descrivere. La title track aggiunge ulteriori vibrazioni positive dimostrando una volta ancora che l’arte, quando deriva dalla vita reale raggiunge sublimi sensazioni. Autentico capolavoro capace di rendere la nostra vita migliore.

Tracklist
1. Ablaze
2. The Screen
3. In Reverie
4. Lungs Reach
5. Beauty in Falling Leaves
6. Original Face
7. Our Raw Heart

Line-up
Mike Scheidt – Guitars, Vocals
Travis Foster – Drums
Aaron Rieseberg – Bass

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