Recensione

Gli Zolle sono dei rumoristi indefessi, a loro piace fare musica pesante con un grande groove nell’occhio del ciclone, tanto che sono arrivati al terzo disco, il primo su Subsound Records.

Anche se paiono in nove dal suono, sono solo in due, uno alla chitarra, l’altro alla batteria, vengono dalla longobarda Bruzzelle, nei dintorni di Lodi e sono ferocemente attaccati alla campagna e ai suoi prodotti. Inoltre i nostri sono coinvolti anche nelle attività dei MoRkObOt, che invece sono al palo da qualche tempo. Gli Zolle con la loro musica strumentale ci vogliono condurre in luoghi sonicamente contundenti sopratutto per il nostro cervello. Il duo erge un muro di groove a proteggere idee e sprazzi molto originali e di sicura efficacia, spaziando per i generi più disparati, dato che praticamente ogni canzone fa storia a sé. La potenza è molta, ma essa non uccide mai la creatività, così come numerosi sono riferimenti e citazioni, ma non è un gioco imitativo, bensì qualcosa di creativo e di molto ben fatto. Negli ultimi tempi sono diversi i gruppi formati da due sole unità che prorpongono prevalentemente musica strumentale, ma gli Zolle svettano al di sopra della media e riescono a tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore, cosa ancora più meritevole in questi tempi dislessici. Certamente non è un disco per tutti né lo vuole essere, e si rivolge ad un pubblico che cerca nell’iperrealismo la propria ragion di piacere, e che gode a sentire rumorose evoluzioni sonore.

Tracklist
1.Kadregah
2.Versum
3.Lårdo
4.Magnum
5.Thorthellion
6.Brasathor
7.Interiora
8.Infuso
9.UnDoom

Line-up
Ste – Drums
Marcio – Guitar

ZOLLE – Facebook