Recensione

Nuove realtà che nascono dall’ascolto di suoni che assomigliano maggiormente a frequenze primordiali che scrutano il nostro groviglio di abissi, droni e sangue.

Tornano i francesi Dirge con questo Alma Baltica che è un piccolo capolavoro di ambient, noise, drone e tanto altro. Prendete qualcosa degli Earth soprattutto per quanto riguarda l’uso della chitarra, metteteci un po’ di post metal e post rock, tanto ambient e un po’ di dark ambient e forse capirete. Soltanto attraverso l’ascolto si può cogliere l’ampiezza di questo suono, la sua grandezza e la sua monoliticità complessa. Questi francesi ci raccontano una storia, esplorando un’ampia gamma di frequenze e pongono l’accento sulla necessità di isolarsi dalla nostra realtà per cercare di capire qualcosa dietro il velo. I Dirge hanno cominciato il loro percorso frequentando il post metal, ma ben presto sono approdati su altri lidi come si può ben ascoltare: le parti si fondono e si viaggia come onde sonore, spiriti in formazione, non esiste il tempo, o forse sono loop continui, come se il tutto tornasse come nulla. Alma Baltica è come una glaciazione messa in musica, un uso sapiente ed unico di vari elementi musicali allo scopo di creare una forza nuova ed immanente, o forse solo per richiamare gli antichi di Lovecraft. Pochi dischi hanno la forza sonora ed immaginaria di questo lavoro, che ha al suo interno una frequenza di fondo come la terra, poiché Alma Baltica è un organismo vivo. Forse non sarebbe corretto parlare di musica, bensì di ciò che provoca dentro e fuori di noi. Le recensioni canoniche e i generi qui funzionano davvero molto poco, bisogna ascoltare con mente aperta, dimensioni diverse ci aspettano.

Tracklist
1.Alma
2.Red Dawn Tibesti
3.Black Shore
4.Baltica (Sine Time Reoscillated)
5.Pure

Line-up
Marc T.
Alain B.
Stéphane L.
Luz

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