Recensione

Secondo album per gli statunitensi Eye Of Nix, band che mette sul piatto, senza porsi troppi problemi, pulsioni provenienti da svariati generi accomunate però da una stessa profondità e segnate da un’impronta oscura.

Se Wound and Scar è una traccia straziante che porta sui territori del più aspro posthardcore, grazie ad un’interpretazione vocale parossistica della bravissima Joy von Spain, Fear’s Ascent esordisce con note che paiono provenire da un disco dei Jpy Division per poi venire trasfigurate da variazioni ritmiche e dall’approdo della vocalist a toni che riportano alla meno patinata Bkork dell’epoca Sugarcubes.
Questi due indizi costituiscono abbondantemente già una prova, visto che Black Somnia porta a spasso l’ascoltatore prendendolo per mano e poi abbandonarlo per diversi minuti in antri ora spaventevoli, ora falsamente rassicuranti, quasi a voler riprodurre l’ambientazione di qualche horror psicologico.
I vocalizzi ancor più inquietanti caratterizzano A Curse, litania in quota “galasiana” che lascia ben pochi sbocchi melodici, mentre l’icipit acustico di Lull segna il primo momento di vera quiete riscontrabile all’interno del lavoro che, in questa fase, vede un rarefazione dei suoni, proseguita anche in Toll On, che non fa comunque scendere la tensione fino al finale con A Hideous Visage, in cui il post metal sludge riprende la scena per non mollarla più, tra dissonanze, rallentamenti asfissianti e la voce di Joy che continua a lacerare l’anima dell’ascoltaore fino al suo annientamento.
Black Somnia è un album che mette in luce una band dall’enorme spessore qualitativo, con tanto di bollino apposto dalla Prophecy Productions.

Tracklist:

1. Wound and Scar
2. Fear’s Ascent
3. A Curse
4. Lull
5. Toll On
6. A Hideous Visage

Line Up
Joy von Spain – Vocals
Nicholas Martinez – Guitars
Masaaki Masao – Samples, Guitars
Gerald Hansen – Bass
Justin Straw – Drums

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