Recensione

Un concentrato di doom metal fatto in un modo mai ovvio, con canzoni che salgono al cielo come spire di un voluttuoso e lento incendio.

Terzo disco per il super gruppo parigino Fiend, che si propone al suo meglio con questo Seeress, un album da ascoltare nota per nota e che rimarrà per molto tempo nei vostri apparecchi di riproduzione e nella vostra testa. I nomi che compongono il gruppo hanno tutti dietro una storia molto interessante, l’ottimo cantante Heitham al Sayed ha militato anche nei Lodestar e che è tuttora negli interessanti Senser (che hanno aperto per i Tool anni fa in Inghilterra), è nato come rapper ed ha una voce molto particolare che rende tantissimo divenendo una delle peculiarità del gruppo. Alla chitarra troviamo Michel Bassin che ha suonato nei fondamentali Treponem Pal, nei Kmfd e nei Ministry, quindi una formazione industrial metal, con buone dosi di elettronica. Al basso troviamo Nico Zivkovich che ha militato nei Les Tigres Du Futur un gruppo space rock, e per finire alla batteria l’ottimo Renaud Lemaitre. Questo disco ha un milione di suoni, i generi si infrangono come onde contro gli scogli e tutto è molto bello e godibile. In alcuni frangenti il loro particolare suono si potrebbe definire doom, ma poi arriva qualcosa che smentisce quanto ascoltato e catalogato poc’anzi e si avanti così, come se le figure di Escher fossero messe in musica generando quello bellissimo straniamento che solo pochi gruppi sanno dare. Si può fare l’esempio dei Tool, non tanto per similitudini musicali ma per quella meraviglia che instillano nell’ascoltatore, e come il gruppo californiano trasmette bellezza e valore ad ogni singola nota, perché questa è musica bella, fluente ed esoterica . Come in alto così in basso, i Fiend fanno corrispondere a ogni costruzione sonora una nostra emozione, con il loro unico e straordinario incedere. Non si possono fare paragoni per questo gruppo, e questo disco è da ascoltare a fondo e con attenzione, ma non vi riuscirà difficile perché ne verrete catturati, almeno quelli di voi che vogliono perdersi in qualcosa. I primi due episodi della loro discografia erano buoni, ma questo è un ulteriore passo in avanti, un qualcosa che fa evolvere la musica pesante e pensante. Una progressione continua, un ricercare senza requie, un suono che va oltre la musica, una luce alla quale aggrapparsi.

Tracklist
1.Morning Star
2.Ancestral Moon
3.Pillars
4.Vessels
5.5th Circuits
6.Crown of Birds
7.The Gate

Line-up
Heitham Al-Sayed: Vocals, guitar
Michel Bassin: Guitar,effects,synthetizers
Nicolas Zivkovich: Bass, organ
Renaud Lemaitre: Drums

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