Recensione

Dopo ben cinque anni i canadesi Finnr’s Cane danno alla luce il loro terzo full length, un’opera in grado di riportare il nome della band all’attenzione degli appassionati di sonorità oblique e sognanti, sia pur sempre inscritte in una cerchia dalla consistente base metallica.

Il trio nordamericano mette in scena una quarantina di minuti di sonorità oscillanti tra una delicatezza molto vicina all’ambient e più concrete e robuste accelerazioni di black metal atmosferico, continuando a gravitare certamente nell’orbita di band come Agalloch o Wolves In The Throne Room, ma accentuando i tratti peculiari del proprio sound.
Il flusso sonoro dei Finnr’s Cane è tutt’altro che scontato, diventando nervoso allorché pare essersi adagiato su lidi più intimisti e, viceversa, placandosi quando il parossismo del black sembra essersi impadronito definitivamente della scena.
Willow si erge quale ideale manifesto sonoro del trio canadese, con la sua struttura cangiante e melodica, sicuramente molto “agallochiana” nell’incedere, trovando un suo contraltare nella più spinta e drammatica Strange Sun, mirabile esempio di black atmosferico dall’elevato tasso di intensità.
Indubbiamente in questa veste il talento dei Finnr’s Cane sembra potersi esprimere al meglio, perché quando i suoni si fanno più rarefatti certi passaggi possono apparire piuttosto interlocutori, sebbene gradevoli: in tal senso, anche Earthsong si sviluppa al meglio, con un sentore epic folk che conferisce al tutto una gradita solennità, mentre sul versante più evocativo e intimista brilla Empty City, traccia che si apre splendidamente a livello atmosferico nel finale.
Elegy è sicuramente un album che va ascoltato più volte, perché i frequenti cambi di ritmo e di atmosfera vanno doverosamente assimilati prendendo tutto il tempo necessario: solo allora sarà possibile godere appieno delle soluzioni offerte da questo gruppo canadese in grado di fornire una prestazione davvero convincente.

Tracklist:
1. Willow
2. Elegy
3. Strange Sun
4. Empty City
5. Earthsong
6. Lacuna
7. A Sky of Violet and Pearl

Line-up:
The Slave – Cello, Keyboards
The Peasant – Drums
The Bard – Vocals, Guitars

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