Recensione

The White Witch EP è il notevole primo passo discografico per questo duo di Cleveland denominato Frayle.

Sean Bilovecky, il quale si districa con tutti gli strumenti, si fa accompagnare da Gwyn Strang, donna dotata di un grande fascino, non solo estetico ma anche vocale.
Grazie appunto ad una timbrica non potente né stentorea ma molto evocativa, la platinata cantante interpreta al meglio testi belli quanto dolorosi, in antitesi alla delicatezza con i quali vengono offerti; il tutto si concretizza all’interno di una struttura che oscilla tra il doom ed il post metal, evidenziando un mirabile dosaggio nell’unione tra queste due pulsioni.
In circa venti minuti i Frayle regalano una prova di grande spessore, che fa sperare al più presto in un seguito su lunga distanza, tanto che, per assurdo, il pezzo meno efficace dei quatto in scaletta è una cover dei Portishead, Wandering Star, gran bella canzone che, però, malgrado il suo riadattamento ad uso e consumo del sound del duo, non raggiunge il livello emozionale della magnifica title track o dell’opener Let the Darkness In.
Peraltro, considerando che nonostante le ricerche fatte on line non si sa granché del passato musicale di Sean e Gwyn (i quali invece risultano piuttosto attivi nel campo dell’abbigliamento), un lavoro come The White Witch sorprende ancor più lasciando una certa acquolina in bocca in vista delle prossime mosse del duo.

Tracklist:
1. Let the Darkness In
2. The White Witch
3. Wandering Star
4. Things That Make Us Bleed

Line up:
Sean Bilovecky – All instruments
Gwyn Strang – Vocals

FRAYLE – Facebook