Recensione

Interessante debutto per i Kavod da Perugia, un gruppo che fonde molti istanze musicali in un suono che è decisamente post metal e che guarda al futuro imparando dal passato.

Sul loro bandcamp il disco è ad offerta libera e questi ragazzi scrivono qualcosa di molto semplice, sincero, e allo stesso tempo molto illuminante: i Kavod scrivono e fanno musica per esorcizzare i propri demoni, usando un medium che è la musica per trasfigurarli e vincerli, se possibile. Questo trio già dal nome regala qualcosa di inestimabile all’ascoltatore: la possibilità di intraprendere e di conoscere. E tutto ciò si può ritrovare nel loro suono, che loro stessi definiscono doom meditativo, ma è molto di più, è un dono che potrebbe aiutare ad aprire il nostro terzo occhio ed andare oltre.
Kavod è una parola semitica che ha vari significati, incluso quello che è l’aspetto tremendo della divinità: usando internet per cercare questo termine si apriranno mondi antichi e bellissimi. E aprire mondi è anche ciò che fa la musica dei Kavod, che è minimalista e meditativa, ma che in realtà è una delle vie da intraprendere. Innanzitutto l’ascoltatore verrà rapito da un suono che tesse trame, un ordito che sottolinea il collegamento fra noi è l’universo, quell’energia che fa sì che tutto sia compenetrazione. I Kavod sono una bestia molto strana, un trio che abbassa i battiti del nostro cuore e che fa viaggiare il nostro cervello. L’iniziale Samsara, che è anche il loro primo e notevole video, è un bellissimo discorso sul tempo e sul suo scorrere, e su come esso sia forse la cosa più importante che abbiamo, perché è poco e non sappiamo quanto ne possediamo. Samsara è un altro concetto di un’immensità inusitata, è il tempo ed il mondo materiale, una compenetrazione e contemporaneità di concetti che i Kavod mettono molto bene in musica. La seguente Absolution è un pezzo che deve molto a certi Tool, ed è straniante e ciclico, dolce e tremendo. Chiude questo ep Mahatma, un viaggio etereo e rinfrescante come l’acqua dell’antico Gange. I dischi migliori, o almeno quelli più interessanti, sono quelli che aprono porte sconosciute all’ascoltatore, offrendogli un cammino che deve essere ricerca personale, un viaggio anche solo mentale speciale ed esclusivo. Wheel Of Time è un disco che, molto semplicemente, è una scintilla che può far scattare molte cose, ma soprattutto è un pezzo di musica unico e bellissimo, puro e da ascoltare assolutamente, sperando che il prossimo episodio possa essere più lungo, anche se il tempo non si può forzare.

Tracklist
1.Samsara
2.Absolution
3.Mahatma

Line-up
Edoardo – Guitar, Ebowing Stuff & Incense Sniffer
Francesco – Bass, Tattoos & Vocals
Alessandro – Drum and play loud as hell

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