Recensione

Hidden Twin è un album che per la sua natura difficilmente può ottenere consensi unanimi, ma sicuramente non lascia indifferenti.

Questo trio padovano composto da Riccardo Zulato (chitarra), Mattia Bonafini (basso ed elettronica) e Alessandro Bonini (batteria) fa di tutto per rendere la propria proposta il più ostica possibile riuscendoci sicuramente:
con il monicker Lorø, i tre musicisti veneti tornano sul mercato con il secondo album, dopo il debutto omonimo uscito un paio di anni fa, grazie alla collaborazione di pool di label underground (Brigante records & productions, Dio Drone, Drown Within Records, Cave Canem DIY e In The Bottle Records), per destabilizzare e rendere l’ascolto di Hidden Twin un’esperienza a suo modo unica.
La musica composta dal combo, quasi interamente strumentale, è sicuramente da annoverare tra quelle di estrazione metallica, ma potenziata e resa disturbante da dodi massicce di noise, industrial e drone, e drogata da fumi stoner.
Ritmiche impazzite caratterizzano brani in cui la sei corde, torturata con maligna ferocia, urla dolore, presa a calci da un basso violento e sadico: il tutto crea un sound che sicuramente attacca al muro, lasciando impronte di lucida pazzia e creando una lunga jam divisa in sette terribili e violenti capitoli.
Dolore fisico e psichico, un male oscuro ma dannatamente reale: i Lorø non conoscono vie di mezzo, quindi o vi conquisteranno o altrimenti li odierete, ma sicuramente vi rimarranno dentro come un virus letale.

Tracklist
01. Low Raw
02. Choke
03. Last Gone
04. Deaf’s Hymn
05. Point & Comma
06. Hidden Twin
07. Inerxia, Drive Me As Only You Can Do

Line-up
Riccardo Zulato – Guitars, Vocals
Mattia Bonafini – synth
Alessandro Bonini – Drums

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