Recensione

La mente umana è stata creata per superare se stessa, cercando di allontanarsi sempre più dalla prigione corporea.

Per fare ciò essa usa vari mezzi, uno dei quali, forse il privilegiato, è la musica e questo ep di esordio dei pugliesi Nereide ne è la dimostrazione. Si tratta di un viaggio, un lungo vagare fra sogno e abissi aperti dentro ed intorno a noi, è tornare bambini e cercare di crescere allo stesso tempo. I linguaggi usati sono il post metal, il post rock, comunque un rock metal molto moderno, ma le etichette contano davvero poco. Sembra di essere da soli in un bosco alle prime luci di una giornata di tiepida primavera, mentre il mondo ti accoglie caldamente e le asperità fanno parte del gioco. Canzoni che viaggiano in completa autonomia, un trio che si conosce, si cerca e si compenetra alla perfezione, creando un disco molto affascinante. I Nereide sono nati come progetto solista del chitarrista cantante Roberto Spels, al quale si sono poi felicemente congiunti Cosimo Barbaro al basso e Giacomo Scoletta alla batteria. Post metal forse e non solo, soprattutto una qualità molto alta e una forza compositiva e di esecuzione notevole, ma ci sono ancora margini di miglioramenti notevoli, essendo i Nereide un gruppo dalle grandi possibilità. La melodia è molto presente e permea tutto e non manca anche una certa orecchiabilità, non figlia di una volontà di essere commerciali, ma risultato di scelte felici e di molta naturalezza. Un disco per allontanarsi dalla realtà e l’inizio di un qualcosa di importante.

Tracklist
1.Mindful
2.The Wave
3.Surmise
4.Polars

Line-up
Roberto Spels – Guitar, Voice
Cosimo Barbaro : Bass
Giacomo Scoletta : Drums

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