Recensione

Nochnoy Dozor è l’ep d’esordio dell’omonima band greca che trae il proprio monicker dal romanzo dello scrittore russo Sergey Lukyanenko.

La band offre un sound di non semplice catalogazione e benché due dei suoi membri provengano dai notevoli doomsters Universe 217, la componente metallica in questo lavoro è tutt’altro che preponderante.
L’album, infatti, basa molte delle proprie fortune sul magnifico connubio tra le le due voci femminili di Lina e di Revekka (anche alle prese con le tastiere) riportando talvolta agli Antimatter dei primi lavori, specialmente nei brani dall’incedere più intimista.
I sei brani sono tutti egualmente degni di nota, dai tratti piuttosto cangianti e non sempre inquadrabili dopo pochi ascolti, ma è fuor di dubbio che la convivenza tra una canzone morbida e melodica come Home Sick Home e la bordata di doom inquieto e a tratti drammatica di Ben Hur può esser garantita solo dalle grandi doti dei musicisti coinvolti,
Al riguardo si rivela così ideale l’approdo dei Nochnoy Dozor ad un’etichetta come la Prophecy, che è sovente marchio di garanzia per sonorità mai scontate e fuori da schemi predefiniti: 01

Tracklist:
1. Black Hand
2. Stains
3. Closer
4. Home Sick Home
5. All Mine
6. Ben-Hur

Line-up:
Manos G – guitar
Lina – vocals
Revekka – backing vocals, synth
Chris “Jo” – drums
Nick – bass

NOCHNOY DOZOR – Facebook