Revelations Of Rain – Deceptive Virtue

Revelations Of Rain - Deceptive Virtue - metal

Il magnifico tocco chitarristico di Yuriy Ryzhov costituisce il viatico ideale per affrontare questa ennesima, tormentata, navigazione attraverso i mari profondi e sconfinati del dolore e della melancolia.

Dragonhammer – The X Experiment

Dragonhammer - The X Experiment - metal

I Dragonhammer optano per la via del concept che, sembra, si svilupperà anche nei prossimi dischi, e la scelta si conferma azzeccata in virtù di un ottimo lavoro che farà sicuramente acquisire nuovi fans al combo italico.

Nicumo – The End Of Silence

Nicumo - The End Of Silence - metal

I Nicumo offrono una proposta decisamente fruibile ed immediata, individuabile in un hard rock dai tratti piuttosto melodici e talvolta malinconici, che si presenta come una summa di alcune delle band finniche capaci, nel recente passato, di lasciare un segno tangibile nella scena europea.

Elegy Of Madness – Brave Dreams

Elegy Of Madness - Brave Dreams - metal

Questo disco ha tutto per entrare nel cuore degli appassionati del genere, a partire dalla bellissima copertina per arrivare ovviamente ai brani, tutti di eccellente livello.

Deos – Fortitude, Pain, Suffering

Deos - Fortitude, Pain, Suffering - metal

Con questo loro riuscito esordio, i Deos si vanno ad aggiungere alla lista delle band da seguire per quel manipolo di appassionati in grado di apprezzare la dolorosa bellezza del funeral doom.

Ctulu – Seelenspiegelsplitter

Ctulu - Seelenspiegelsplitter - metal

Seelenspiegelsplitter si rivela un lavoro riuscito, a conferma delle buone doti già evidenziate dai nostri con il precedente “Sarkomand”

Negura Bunget – Gind A Prins

L’unica maniera per apprezzare pienamente i dieci minuti di musica contenuti in Gind A Prins è quello di liberarsi dell’ingombrante pregiudizio che può derivare dal nome della band stampato sulla copertina.

Demonical – Darkness Unbound

Demonical - Darkness Unbound - death

Gli svedesi Demonical tagliano il traguardo del quarto album nel corso di una carriera contrassegnata da uscite mediamente di buon livello.

Vàli – Skogslandskap

Vàli - Skogslandskap - ambient

Musica senza tempo, capace di ricondurci al nostro naturale status di ospiti del pianeta, che più ci si addice rispetto a quello di usurpatori di un regno che non ci appartiene.

Plateau Sigma – White Wings Of Nightmares

Plateau Sigma - White Wings Of Nightmares - metal

Viene un po’ difficile spiegare, a qualcuno che non l’ha mai provato, il brivido malinconico che regala un certo doom metal, quella dolce decadenza, morte eppur poesia.

Taketh – Ignorance Is Strength

Taketh - Ignorance Is Strength - death

Questo secondo full-length dei Taketh, che giunge a ben otto anni dal quello d’esordio, potrebbe segnare l’inizio di una fase nuova della carriera per gli svedesi, autori di una prova assolutamente gradevole pur se non ancora degna d’essere tramandata ai posteri.

Ataraxie – L’Etre et La Nausée

Ataraxie - L'Etre et La Nausée - metal

Dopo due ottimi dischi come “Slow Transcending Agony” e “Anhedonie”, i ritrovati francesi Ataraxie scrivono quello che potrebbe essere il definitivo manifesto della loro musica.

Graveyard Of Souls – Shadows Of Life

Graveyard Of Souls - Shadows Of Life - death

L’album ha il difetto di perdere un po’ in intensità nella sua seconda parte e l’uso di un growl abbastanza piatto alla lunga certo non aiuta, ma resta il fatto che i Graveyard Of Souls, alla fine, ci offrono tre quarti d’ora di musica oltremodo gradevole.

HellLight – No God Above, No Devil Below

HellLight – No God Above, No Devil Below - doom

La scelta di un suono di batteria troppo secco (tale da sembrare quasi una drum-machine) e, soprattutto, il ciclico ricorso a una voce pulita che è rimasta quella stridula e un po’ incerta già esibita ai tempi di “Funeral Doom”, costringono la band paulista a restare un gradino al di sotto dell’eccellenza assoluta.

Demonic Death Judge – Skygods

Demonic Death Judge - Skygods - metal

Una prova sorprendente per qualità e chiarezza delle idee riversate in questa cinquantina di minuti che volano via in un amen, proprio grazie alla capacità dei finnici di comporre brani dotati di profondità, pur senza rivelarsi eccessivamente ostici ai primi ascolti.