Recensione

Provenienti dall’estremo lembo di Liguria che si chiama Ventimiglia, i Plateau Sigma nascono alla fine dell’inverno del 2010 per iniziativa di Manuel Vicari e Nino Zuppardo.

Manuel ha appena interrotto la sua militanza negli Screaming Jesus, un gruppo di dark wave, e con i Plateau Sigma torna alle sue radici doom. Il loro suono è un doom venato di death ed heavy metal, molto vicino allo stile francese anni ottanta. Ci sono parti cantate in growl quando l’atmosfera si appesantisce, ed invece parti cantate molto bene nei passaggi più atmosferici. I Plateau Sigma riescono benissimo nell’intento di regalare emozioni all’ascoltatore, portandoci ora in lande desolate, ora in profonde tombe. In questi ultimi tre anni il gruppo si è sicuramente evoluto, questo disco è già maturo e contiene composizioni studiate molto bene. Viene un po’ difficile spiegare, a qualcuno che non l’ha mai provato, il brivido malinconico che regala un certo doom metal, quella dolce decadenza, morte eppur poesia. Come ritorno alle scene della Beyond Prod. non c’è niente male, anzi gran colpo. Ventimiglia entra prepotentemente nella mappa del doom metal, e lo fa con un’eccellenza.

Tracklist:
1. In the air
2. Lunar stream hypnosis
3. Dreaming to dissolve
4. The cult of Mithra
5. Maira and the Archangel

Line-up:
Nino Zuppardo – Drums, Vocals
Manuel Vicari – Guitars, Vocals
Francesco Genduso – Guitars, Vocals
Maurizio Avena – Bass

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