Recensione

At This Great Depth è il secondo ep per gli irlandesi Soothsayer, dopo quello omonimo d’esordio pubblicato l’anno scorso.

I due lunghi brani che compongono il lavoro sono intrisi di una forma di doom che viene definito atmosferico ma, in realtà, appaiono molto più vicini a certo postmetal nei suoi passaggi più aspri, complice anche un’interpretazione vocale affine a quelle di band tipo Amenra, per intenderci.
Ciò si verifica principalmente nella prima traccia, Umpire, che dopo un inizio liquido si snoda in un flusso sonoro intriso di una rabbiosa tensione emotiva.
L’etichetta doom si addice maggiormente al brano successivo, Of Locusts and Moths, anch’esso decisamente valido: qui viene lasciato un certo spazio alla chitarra solista che tesse melodie di un pregio benché sia, di volta in volta, screziata da accelerazioni repentine che ben vanno a variare i ritmi senza rendere frammentario il sound.
Un lavoro di notevole interesse che potrebbe trovare estimatori anche tra chi apprezza il post hardcore meno estremizzato, per cui resta solo da attendere la band di Cork alla prima prova su lunga distanza, alla luce di una capacità di scrittura che dovrebbe consentire lo spingersi su un minutaggio superiore senza subire alcun contraccolpo.

Tracklist:
1. Umpire
2. Of Locusts and Moths

Line-up:
Líam Hughes – Vocals/Noise
Con Doyle – Guitar/Vocals
Marc O’Grady – Guitar
Pavol Rosa – Bass
Will Fahey – Drums

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