Recensione

I Talbot sono un gruppo che va subito al sodo con il loro concentrato di psichedelia pesante e di melodie cosmiche.

Questo duo estone è attivo dal 2008 e ha regalato al mondo una formula straordinaria composta da sludge stoner e, soprattutto, post metal assolutamente fuori dai canoni. Ogni canzone è un labirinto sonoro nel quale la nostra mente vaga libera e sotto l’effetto di incredibili stimolazioni che la portano a godere. Il raggio di azione dei Talbot è ampissimo, si parte dal vostro stereo per arrivare fino allo spazio profondo. La peculiarità di questi estoni, oltre a fare un’ottima musica, è quella di unire lo sludge, il post metal ed una buona dose di pop, soprattutto per quanto riguarda le linee vocali. Magnetism è il nuovo capitolo di una saga che presenta solo ottimi dischi, con l’ascoltatore che viene condotto lontano, per poi tornare migliore di prima.
Questa ultima fatica è forse la migliore del lotto perché il processo compositivo viene portato ad un livello superiore, trovando una commistione pressoché perfetta nella processione dei pianeti che influiscono sulla musica spaziale del duo. Il loro groove è un continuo rimbalzare fra ritmi diversi in un ambiente dalla preponderante intensità, per poi aprirsi in melodie che abbracciano l’ascoltatore irradiando calore. La ricetta è riuscitissima, a volte non si capisce bene cosa ci sia dentro, ma basta ascoltare per sentirsi bene, perché questo gruppo ti porta in uno stato di gioia differente e non omologabile, con la dote speciale, che solo pochi al mondo hanno, di fondere la bellezza, la profondità e la durezza. Sarebbe dura la vita senza i Talbot.

Tracklist
1.Feral
2.Magnetism
3.Vanhalla
4.Icicle
5.Infra
6.Adrift
7.Blown

Line-up
Magnus Andre – bass guitar, synths & vocals
Eugene Mikhaylov – drums & vocals

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