Recensione

C’era già stato modo di apprezzare il buon talento musicale di Gabriele Gramaglia parlando qualche anno fa dell’album Remnants, uscito a nome Summit.

Il delicato post metal offerto in quell’occasione trova un suo ideale contraltare in questo secondo full length firmato The Clearing Path, nel quale il musicista milanese si lancia in un black metal spiccatamente avanguardista nel quale sono per lo più molto meno docili dissonanze sonore a caratterizzare il sound.
I quattro brani, il cui fatturato complessivo supera di poco la mezz’ora, rappresentano in maniera piuttosto efficace quello che dovrebbe essere offerto quando un musicista decide di muoversi in un ambito musicale così fluttuante: infatti, nonostante l’oggettiva anticonvenzionalità e la rinuncia a priori a qualsiasi idea di forma canzone, Watershed Between Firmament and The Realm of Hyperborea non si rivela neppure così ostico all’ascolto, forse anche perché il bravo Gabriele alterna con sapienza le sfuriate di matrice prog death/black a più liquidi passaggi che non fanno scemare comunque la tensione del lavoro.
Ed è cosi che, nonostante un approccio decisamente sperimentale, l’album riesce ad apparire avvincente e mai stucchevole, forse anche grazie ad una disposizione dei brani atta ad una maggiore assimilazione dei contenuti, con gli ultimi dodici minuti a lasciare il ricordo di sonorità sognanti e delicate, piuttosto che le nervose sfuriate che caratterizzano le tre precedenti tracce.
Anche in quel caso comunque, non si può fare a meno di apprezzare l’abilità di Gramaglia nel districarsi tra partiture complesse senza smarrire la bussola e dando seguito al concept dalla connotazione cosmica avviato con il precedente Watershed Between Earth and Firmament.
Lo stesso ingresso dei The Clearing Path nella scuderia della I, Voidhanger dice molto più di tante parole rispetto al tipo di sonorità che bisogna attendersi, nonché sulla qualità che nella maggior parte dei casi va di pari passo: non credo che l’album possa considerarsi un ascolto adatto a molti, ma sicuramente chi considera il black metal l’ideale base di partenza per escursioni di carattere avanguardistico sperimentale troverà non poche soddisfazioni.

Tracklist:
1. Ankhtkheperura in Thee (A Mystical Enlightenment)
2. The Pillars of Creation
3. Stargazer Monolith
4. This Starway Will Carry Me Towards The Grandest Light

Line-up:
Gabriele Gramaglia

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