Recensione

I Trna sono un giovane trio proveniente da San Pietroburgo con all’attivo già due full length piuttosto ben accolti e risalenti rispettivamente al 2015 (Pattern of Infinity) ed al 2016 (Lose Yourself to Find Peace).

Earthcult rappresenta il terzo ed ambizioso tentativo di portare ancora più in alto l’asticella qualitativa così come la difficoltà di fruizione per chi ascolta, trattandosi di un lavoro che supera l’ora di durata, cosa non da poco per un album del tutto strumentale.
Nonostante una mia recondita idiosincrasia per questo tipo di soluzione resta ben poco da eccepire quando ci si trova di fronte ad un’esibizione di blackgaze di tale levatura; se è vero, sicuramente, che una maggiore sintesi avrebbe potuto giovare, non si può fare a meno di farsi trasportare da un sound che passa da toni rarefatti a repentine accelerazioni con mirabile fluidità.
Le quattro lunghe tracce, che ovviamente superano in media abbondantemente il quarto d’ora di durata, si rivelano tutt’altro che una stucchevole esibizione di stile in quanto pervase da un’intensità a tratti spasmodica, favorita dal fatto che i tre ragazzi russi non indulgono più di tanto in passaggi interlocutori ma preferiscono spingere più spesso con convinzione verso soluzioni artistiche in crescendo, capaci di portare al raggiungimento del climax in tempi dilatati ma preparati nella maniera adeguata.
Il sound dei Trna, che mantiene ben salde le proprie radici black, è avvolto da una costante aura cosmica e sognante che per una volta mi fa affermare che sì, tutto sommato della voce se ne può anche a meno: il flusso sonoro scorre tra un brano all’altro rendendo tutto sommato superflua la suddivisione in tracce; le brevi pause sono funzionali a far tratte un respiro all’ascoltatore tra una lunga cavalcata e l’altra, per cui le pennellate intitolate Earthcult, Everywhere and Nowhere, The Heart of Time e Thaw riescono davvero a rappresentare in un maniera compiuta quell’unità tra l’uomo e la natura alla quale sarebbe bene tendessimo tutti noi, anche al di fuori dell’aspetto prettamente musicale.
Earthcult è un disco bellissimo, vivamente consigliato a chi vuole ascoltare musica avvolgente ed emozionante senza che tutto ciò vada ad attenuarne la brillantezza e la varietà ritmica.

Tracklist:
1. Earthcult
2. Everywhere and Nowhere
3. The Heart of Time
4. Thaw

Line-up:
Anton Gataullin – Bass
Andrey Novozhilov – Guitars
Timur Yusupov – Drums

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