Recensione

Una prova di notevole spessore, e a suo modo sorprendente, è quella che ci viene offerta dagli ungheresi Ygfan, autori di un bellissimo album con il quale esibiscono un post metal dai tratti alquanto personali.

Le evocative clean vocals di Bálint Zsolt, in stile Burton C.Bell, connotano non poco il lavoro, soprattutto perché intonate ed inserite nel contesto in maniera mai forzata.
Il sound si attesta invece su ritmi mai eccessivi, lasciando spazio sporadicamente a qualche sprazzo riconducibile al black metal, genere che costituisce la base estrema dell’operato degli Ygfan; nei circa tre quarti d’ora a loro disposizione i quattro ragazzi di Budapest regalano sette intensi brani ammantati da un velo malinconico, spezzato ogni tanto, come detto, da qualche accelerazione ritmica e dall’uso dello screaming (come avviene in maniera ottima nel brano autointitoato e nella conclusiva Memento Mori).
Va detto che le tracce maggiormente esemplificative dell’indole sognante degli Ygfan sono Kezdetben… , Hamvak alatt… e Vonzásban, mentre Maya e Csendben… vedono le due anime fondersi ma su ritmi sempre molto ragionati.
In Hamvakból… sono rinvenibili diverse influenze, per forza di cose, ma nessuna di esse finisce per prevaricare l’altra: in questo modo convivono fluidamente pulsioni dark e black metal assieme ad un latente influsso della musica tradizionale est europea.
Il risultato è un disco originale e capace di avvolgere l’ascoltatore nelle flessuose spire create con abilità da parte di musicisti di vaglia come gli ottimi Ygfan.

Tracklist:
1.Kezdetben…
2.Maya
3.Hamvak alatt…
4.Csendben…
5.Vonzásban
6.Ygfan
7.Memento Mori

Line-up:
Bodor László – Bass
Tóth Bálint – Drums
Szabó Áron – Guitars
Bálint Zsolt – Guitars, Vocals

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