Recensione

Las Casas Viejas è una band austro tedesca di nuovo conio formatasi con l’intento di offrire una nuova e personale visione di tutto ciò che afferisce alla musica più oscura e malinconica.

Il mezzo prescelto è un riuscito mix tra black, doom e ambient che, abilmente agitato, fa scaturire una forma di post metal decisamente evocativa per quanto elaborata, consentendo quindi al gruppo di centrare l’obiettivo con apparente facilità.
Il pregio dei Las Casas Viejas è quello di mantenere sempre viva una certa tensione anche quando i passaggi si fanno apparentemente interlocutori, prima di lasciare che sfuriate vicine al post hardcore ne elevino ulteriormente il livello.
Indubbiamente la proposta musicale contenuta in ghoule/H non è particolarmente ammiccante né melodica, nella sua alternanza tra passaggi rarefatti, dissonanze ed accelerazioni, e l’avvicendarsi della doppia voce femminile, siain veste pulita che in screaming: proprio per questo motivo il disco necessita di più passaggi per essere apprezzato pienamente.
Detto che l’operato dei Las Casas Viejas si fa apprezzare non poco, appare abbastanza evidente che i momenti migliori si palesano quando viene privilegiata una sorta di forma canzone, per quanto obliqua come in Kein Ort 1: nicht die Stadt und Lethargie ed Erinnerung; molto intensa anche l’opener Moribundus, con il recitato capace di produrre un certo pathos, ma in generale i cinque lunghi brani valgono un ascolto d’insieme che dovrebbe rivelarsi gratificante per chi ricerca qualche novità in ambito post metal.

Tracklist:
1. Moribundus
2. Kein Ort 1: nicht die Stadt und Lethargie
3. Kein Ort 2: nicht keine Stadt und Lethargie
4. Klaustrophobie
5. Erinnerung

Line up:
Trish – Vocals
Tim – Drums
Tobi – Guitar
Schtä – Vocals
Bubu – Guitar
Rudá – Bass

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