Recensione

Il terzo full length degli austriaci Anomalie potrebbe essere il grimaldello per accedere ad una fascia di pubblico più ampia, grazie ad una serie di migliorie intervenute rispetto ai precedenti lavori.

Intanto giova ricordare che, nonostante la sua natura iniziale di progetto sosta di Marrok, stante la necessità di esibirsi dal vivo la band è diventata tale a tutti gli effetti nel periodo intercorso tra l’uscita di Refugiun e quella di Visions: come spesso accade, la possibilità di occuparsi solo della parte compositiva e degli strumenti di propria competenza ha consentito al mastermind di turno di offrire un prodotto curato nei minimi particolari e sicuramente di elevato livello qualitativo.
Il post black degli Anomalie porta con sé una ventata di malinconia ed amarezza che viene ben diluita nel corso delle sette “visioni” di Marrok, capace di rendere il genere in maniera equilibrata e, a suo modo, elegante, complice anche la produzione affidata ad un nome pesante come quello di Markus Stock, la cui dimestichezza con questo tipo di sonorità è fuori discussione.
L’album gode di un lavoro chitarristico davvero eccellente, sovente in primo piano nel mettere a nudo il lato più emotivo delle varie composizioni, le quali anche dal punto di vista lirico esprimono una profondità inusuale, andando a scandagliare diversi e spesso controversi aspetti della nostra esistenza terrena.
Diviene persino difficile segnalare un brano specifico quale vessillo di Visions, perché tutti sono di pari livello e meritevoli d’essere ascoltati all’interno del disegno complessivo dell’opera: sinceramente certe linee melodiche in Illumination e Starless Night sono ben difficili da rimuovere ma, davvero, in ogni traccia c’è molto di cui abbeverarsi per chi sa apprezzare questo modus operandi.
Resta solo da citare, in One with the Soil, una parte recitata da Heike Langhans dei Draconian a porsi quale degna chiusura di un lavoro bello quanto soprendente, vero e proprio manifesto della sensibilità artistica e compositiva di Christian “Marrok” Brauch.

Tracklist:
1. Vision I: Towards the Sun
2. Vision II: The Wanderer
3. Vision III: A Monument
4. Vision IV: Illumination
5. Vision V: Starless Nights
6. Vision VI: White Forest
7. Vision VII: One with the Soil

Line up:
Christian “Marrok” Brauch – vocals, guitars, synths
Thomas Dornig – bass
Lukas Schlintl – drums
Peter Schiendorfer – percussions

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