Recensione

Eccola la risposta a chi afferma che di questi tempi le troppo uscite discografiche saturano il mercato, delirando con affermazioni discutibili su come nell’underground un numero così elevato di album e nuove band non fanno che abbassare il livello qualitativo e confondere i poveri recensori di turno, obbligati agli straordinari per tenere testa all’invasione musicale in atto.

La fortuna di chi spende il suo tempo libero nel supportare lo svariato ed affascinante mondo dell’underground (specialmente quello metallico) è proprio quello di trovarsi (grazie al cielo) molte volte al cospetto di gruppi sconosciuti ai più o appena formati, protagonisti di opere di grande valore artistico, insomma il succo di questo hobby/lavoro.
Così succede che al sottoscritto presentino questo nuovo progetto torinese chiamato Burning Rome e che, prima sorpresa, dietro al microfono ha Beppe Jago Careddu, singer dei dark/new metallers piemontesi Madwork, protagonisti un paio di anni fa con l’ottimo Obsolete, secondo lavoro recensito sulle pagine di Iyezine.
Licenziato dalla nostrana Underground Symphony, il debutto di questo giovane gruppo ha chiaramente nel David Draiman nostrano (così lo descrissi all’epoca di Obsolete) il suo punto di forza, anche se il gruppo risulta compatto e con ottime individualità, creatore di un sound che con le sue ispirazioni ed influenze ben in evidenza, risulta fresco, accattivante e senza sbavature da esordio.
Una qualità non da poco, infatti The New Era Begins è curato in tutti i dettagli, compresa una personalissima copertina (con tanto di gorilla guerriero probabilmente ispirato al Pianeta Delle Scimmie), un’ottima produzione ed un gran lavoro in fase di arrangiamento.
Siamo nell’alternative metal o nu, come preferite, chiaramente ispirato alla scena statunitense, spogliato dalle sonorità dark dei Madwork (tanto per non cadere in equivoci) e molto più diretto.
Tanto groove, ritmiche pesanti come incudini ma mai portate al limite, ritornelli curati e vincenti, un’ottima prova generale con il singer che anche questa volta si rende protagonista di una prova intensa, emozionale e sopra le righe mantenendo l’approccio alla Disturbed, ma espandendo i confini vocali che seguono il mood dei brani, ora chiaramente ispirati ai System Of A Down (The Same Old Story) ora ai Deftones (Lonely Boy), in un contesto melodicamente drammatico così come il concept, ispirato all’uomo e al suo vivere in un mondo pieno di sofferenza e completamente privo di emozioni positive.
The New Era Begins risulta così un album intenso, perfetto esempio di come la parte più moderna del metal possa ancora regalare ottima musica, lontana dai facili successi di una ventina d’anni fa, ma espressiva e coinvolgente se suonata con il cuore.
L’album abbonda di canzoni sopra la media (Silence And Me, The Art Of Bleeding, This Is The Place) e raggiungere la fine risulta un attimo, sopraffatti dalla varietà di un songwriting che gioca con potenza e melodia, drammaticità e dolcezza in un susseguirsi di hit che faranno la gioia di chi del metal ama la parte più moderna e (passatemi il termine) cool.
Bellissimo esordio e una gradita sorpresa ritrovare un interprete come Jago in perfetta forma: Burning Rome promossi a pieni voti.

TRACKLIST
1.In Hoc Signo Vinces
2.Silence And Me
3.Lonely Boy
4.Never Never
5.The Art Of Bleeding
6.Into Shadows
7.Who Do You Think We Are
8.The Second Wave
9.The Same Old Story
10.Gravity
11.This Is The Place

LINE-UP
Beppe ‘Jago’ Careddu – Vocals
Luko – Guitars
Six – Guitars
Nicola ‘Nic13′ Baglivi – Bass
Marzio Francone – Drums

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