Recensione

I Fading Azalea sono un duo svedese capitanato dalla polistrumentista Olivia (voci, synth e chitarre), aiutata dal batterista Kristoffer Surtr Jonassen e da Rafael Basso, special guest al microfono in due brani, In the Name of Justice e Where I Belong.

Maze of Melancholy è un esordio discografico autoprodotto che, anche per una produzione deficitaria, non rende giustizia alla musica scritta dalla musicista di Goteborg.
L’album, in generale, è un discreto lavoro di symphonic metal come non ne mancano sicuro sul mercato, specialmente underground, ma diciamo che probabilmente la proposta dei Fading Azalea è ancora troppo legata ad una dimensione amatoriale per cercare di trovare consensi fuori dalla loro nicchia di fans, specialmente in una scena mondiale piena fino al collasso di proposte del genere.
Inutile negarlo, per il genere suonato un lavoro più curato in studio diventa importantissimo per valorizzare le parti classiche unite al metal dai rimandi melodic death, caratteristica che manca completamente a questo lavoro che ha in qualche episodio qua e là delle impennate che, con gli artigli, scavalcano il muro della sufficienza in un giudizio globale che inevitabilmente non può non tenere conto dei difetti esposti.
La durata che supera l’ora non gioca a mio avviso alla resa di Maze Of Melancholy, che si trascina fino al termine tra le pur buone trame di Surface, Dying Paradise e Burning To Ashes, mentre si pecca di inesperienza lasciando l’ottima Where I Belong a chiudere un lavoro alquanto faticoso nell’ascolto totale.
Peccato perché alcune idee, pur evidenziando un legame strettissimo con i soliti nomi di punta del genere, potevano essere sviluppate meglio ed aiutate con un lavoro più curato in sala d’incisione.

Tracklist
1.Rêverie funeste
2.In the Name of Justice
3.Heart of Darkness
4.Flames of Death
5.Surface
6.Time to Realize
7.Dying Paradise
8.Fall of the Mask
9.Here I Am Again
10.I Lost My Way
11.Burning to Ashes
12.L’ombre derrière l’âme
13.Where I Belong

Line-up
Olivia – Vocals, Synths, Guitars
Kristoffer Surtr Jonassen – Drums

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