Recensione

Feasting On Dark Intentions è il titolo del debutto degli interessanti Hands Of Thieves: uscito originariamente in versione tape lo scorso anno (Transylvanian Tapes), ha visto prima una sua riedizione in vinile (Baneful Genesis Records) ed infine in questo mese di luglio quella in cd (Hellthrasher Productions).

Il gruppo proveniente da Portland vede al suo interno due musicisti che abbiamo già incrociato negli Ephemeros (funeral sludge band autrice dell’ottimo All Hail Corrosion nel 2013) nelle persone del vocalist
Josh Greene e del chitarrista Jesse Dylan Aspy: in questo caso il sound si sposta decisamente verso un black doom aspro, nel quale una componente sludge è sempre ben presente ma viene efficacemente contrapposta all’asprezza sia delle vocals che dell’approccio sonoro, grezzo e selvaggio come sovente, al di là dell’oceano, riescono ad offrire nel migliore dei modi.
Il lavoro, come si può intuire, non è roba per palati raffinati, in quanto i quattro brani, mediamente abbastanza lunghi, oscillano tra sfuriate black e fangosi rallentamenti che reprimono alla nascita ogni tentazione melodica: ne consegue che, in entrambe le fasi, il sound risulti abbastanza diretto e trascinante, seppure tutt’altro che orecchiabile.
La prima e l’ultima traccia (Wrath Weaver e Conduit of Grief) sono i due episodi che più impressionano favorevolmente, anche per questa loro alternanza ritmica che trova il suo trait d’union nella rabbia sorda che aleggia su tutto il lavoro.
Davvero niente male questo primo passo degli Hands Of Thieves, e del resto ogni tanto c’è bisogno di lasciarsi scuotere per bene da qualcuno che non vada troppo per il sottile, come fanno questi ragazzi dell’Oregon.

Tracklist:
1. Wrath Weaver
2. Violated at Heart
3. Sun Worker
4. Conduit of Grief

Line up:
Adam Wheeler – Bass
J. Reid – Drums
Jesse Dylan Aspy – Guitars
Taylor Robinson – Guitars
Josh Greene Vocals

HANDS OF THIEVES – Facebook