Recensione

I Lento sono un magnifico vortice che ti attrae al suo interno, un’ipnosi musicale che non vorresti finisse mai, rompono i confini dei generi e fluttuano inesorabilmente attraverso dimensioni diverse, mondi persi dentro al nostro io.

Fourth è un disco da ascoltare e riascoltare all’infinito per poterne conoscere almeno la maggior parte dei sentieri, delle vie battute da questo gruppo italiano che sta facendo una poetica musicale unica, con una traiettoria che mi ricorda quella dei Neurosis, dato che la loro epica è simile. Abbiamo imparato a conoscere il suono dei Lento in questi anni grazie agli ottimi dischi precedenti, ed è proprio il suono la caratteristica principale, il motore primo e il fine ultimo di Fourth. Giri, droni, riffs, momenti di tempesta e momenti di calma ieratica, fluidi e pietre che cadono dal cielo. Fourth è un gioiello che arriva dopo altri gioielli, ma forse è il più luminosamente tenebroso e visionario di tutti i sei dischi del gruppo romano. La durezza viene mitigata da pezzi di ambient davvero ben fatto, che ci trasportano in un’altra dimensione. Ci sono ovviamente le parti più dure e veloci e sono titaniche, ma il cielo è un obiettivo troppo basso per questo gruppo, che ha fatto della ricerca sonora per creare una certa atmosfera una ragione di vita. Tutto viene trasfigurato e cambiato, si gira, si vola e si va sotto terra per cercare un qualcosa che è nascosto ai nostri occhi perché non abbiamo la chiave giusta per cercarlo. Fourth è strutturato benissimo a cerchi concentrici e i Lento ci accompagnano come fece Virgilio per Dante in questo viaggio pesantemente lisergico. Il gruppo romano è uno dei migliori esempi di musica pesante e pensante al mondo, rilasciano magia musicale che cola in mille rivoli, diventa gas e sale fino al cielo. Questo disco può generare infiniti ascolti, e ogni ascolto sarà diverso, perché muta come mutiamo noi.

Tracklist
1. Persistency
2. Disinterested Pleasures
3. Or A Hostile Levity
4. Resentment
5. Before The Crack
6. Compromise
7. Or Belief
8. Bygones (A Grievence)
9. Urgency

Line-up
Emanuele Massa – Bass
Federico Colella – Drums and live samples
Donato Loia – Guitars
Giuseppe Caputo – Guitars
Lorenzo Stecconi – Guitars

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