Recensione

Quando si ha a che fare con Wormholedeath non bisogna mai dare tutto per scontato altrimenti si rischia di rimanere perennemente un passo indietro alla musica prodotta dai gruppi presi sotto l’ala della label nostrana.

Nei vari generi di cui si occupa (ormai nel metal praticamente tutti) trova il suo spazio il metal sinfonico, anche se dei gruppi fin qui proposti non c’è un gruppo uguale all’altro e tutti di una personalità debordante ed un sound sempre fresco ed a suo modo originale.
Dai Norhod ai Levania, dagli Esperoza ai Tearless (tanto per nominarne alcuni) dall’Italia e dall’estero la label di Carlo Bellotti si circonda di eccellenze, scovando grande musica in giro per il continente e per l’occasione affondando gli artigli nell’anima degli ascoltatori con i francesi Talvienkeli.
Nome difficile da pronunciate , ma musica che vi entrerà dentro come un treno, sotto le note progressive raccolte in una bellissima opera intitolata Hybris.
Metal sinfonico, ma dalle intuizioni progressive sopra le righe, un’eleganza e raffinatezza compositiva che ha del miracoloso per un gruppo al primo full length (di precedente c’è solo Blooming Ep licenziato nel 2014) ed atmosfere dark gotiche che non scadono mai nel banale, ma rimangono a volteggiare come avvoltoi sulle trame intricate e, a tratti, dai rimandi settantiani con cui i Talvienkeli colorano il loro paesaggio musicale.
Capitanata da due ragazze, la singer Camille Borrelly, dotata di un talento interpretativo sopra la media, e dalla bassista Laëtitia Bertrand, che non le manda certo a dire e, con Paul Sordet forma una sezione ritmica tecnicamente ineccepibile, la band si compone ancora delle tastiere di Pierre Cordier e della sei corde di Pierre Besançon.
L’album si sviluppa in un’ora abbondante di musica, nobile e varia, mai scontata e suggestiva nell’alternare momenti in cui lo spartito strizza l’occhio al progressive rock, altri dove il metal si fa spazio tra le linee portanti del sound per avvicinarsi al prog metal classico, e bellissime fughe sinfonico-gotiche, nelle quali il gruppo torna sulla terra mantenendo un alto tasso qualitativo.
Ovviamente la teatralità la fa da padrona (sono francesi, l’hanno nel sangue), e con note ed atmosfere d’altri tempi e la stupenda voce che intona canti suggestivi, veniamo trasportati in un sogno musicale, ora lieve e dolcissimo, ora elettrizzato da una tensione che si fa drammatica, ma mai violenta.
Le due parti di Hybris (Part II: Dégénérescence e Part I: Bienveillance) poste in apertura e chiusura dell’opera sono in pratica il sunto della musica del gruppo di Lione, ma a sentir bene l’album regala emozioni a profusione anche tra le loro dirimpettaie tra cui Raining Moon, raffinato brano attraversato da una ventata dark wave, e Atlas, brano prog simphonic gothic che esplode in un trionfo di note sontuose.
Un album intenso ed entusiasmante per una band sopra la media che non mancherà di sbalordire gli amanti del genere, grazie a quel pizzico di originalità compositiva capace di fare la differenza.

TRACKLIST
1.Hybris Part II: Dégénérescence
2.Burning Flesh
3.Immortal
4- The Explorer
5.Quill Of Dust
6.Atlas
7.Raining Moon
8.Deadly Nightshade
9.Scream-Her
10.Hybris Part I: Bienveillance

LINE-UP
Camille Borrelly – Vocals
Pierre Cordier – Keyboards
Pierre Besançon – Rhythm Guitars
Laëtitia Bertrand – Bass
Paul Sordet – Drums

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