Alla fine degli anni novanta gli altoatesini Evenfall furono probabilmente i primi in Italia a far propria in maniera organica e brillante l’inclinazione più gotica e sinfonica del metal estremo, seguendo le orme dei vari Cradle Of Filth (soprattutto) e Dimmu Borgir, ma mettendoci di proprio un gusto melodico non comune ed un utilizzo della chitarra solista tutt’altro che marginale .
Il frutto più prelibato del lavoro della band guidata da Ivan D’Alia fu il primo full length, Still In The Grey Dying…, album in cui gli assoli di stampo classico, raffinate ed ariose aperture tastieristiche ed uno screaming growl esasperato si univano magicamente regalando tre quarti d’ora di puro godimento uditivo.
Il successivo Cumbersome, datato 2002, oltre a vedere gli Evenfall spostarsi verso un gothic con voce femminile, sempre valido ma meno dirompente, rappresentò l’ultimo segno di vita di una band che verrà ricordata come una delle molte sfolgoranti meteore che hanno solcato l’universo musicale metallico.

(Stefano Cavanna)

Tracklist:
1. Forbidden Tales
2. Black Bloody Roses
3. Garden of Sadness
4. Still in the Grey Dying
5. Fall from Grace
6. Frozen Misery
7. Evenfall
8. Sails of Charon
9. Dark Is the Season
10. In Between Days

Line-up:
Viktor Ivanovic – Drums
Ivan D’Alia – Guitars
Ansgar Zöschg – Vocals
Boban Milunovic – Bass
Max Boy – Keyboards