Recensione

I norvegesi Kal-El tornano con la colonna sonora di un viaggio intergalattico.

I Kal-El non sono un gruppo come tanti nel genere stoner metal, che fa della pesantezza la propria migliore caratteristica, perché qui la psichedelia acquista ruvidezza facendo fotosintesi con un suono metallico, ma è anche vero il contrario. Le canzoni sono guidate dal groove del basso, e tutto il resto segue in maniera esemplare. La peculiarità dei Kal-El è quella di avere appunto un groove davvero molto particolare e pur facendo cose non certamente nuove riescono a dare alle loro canzoni un gusto unico. Stoner come materia da modellare attraverso una visione originale della psichedelia, riuscendo ad usare un miscuglio sonoro mai scontato. La spettacolare cover finale di Green Machine rende bene l’unicità sia del processo compositivo sia della psichedelia pesante di questo gruppo. Il disco è un felice contrappasso di lisergia varia, associata a musica vitaminica, per dare più vigore e durata al trip. La psichedelia pesante è un qualcosa che bisogna fae con cognizione di causa, sennò può essere particolarmente indigesta, e i Kal-El sono molto bravi nel riuscirci. In questo periodo di leggero riflusso della scena stoner, dopo un’indigestione che sta comunque continuando tuttora, pochi gruppi come i Kal-El sanno proporre un visione diversa della cosa, e riescono ancora a far interessare ai loro dischi. Astrodoomeda potrebbe anche essere ascoltato come traccia unica, poiché si parte e si arriva seguendo le canzoni, e al termine del disco la vostra mente vagherà ancora beata fra le stelle.

Tracklist
1. Astrodoomeda
2. Atmosphere
3. Mothership
4. Code of the Ancient
5. Luna
6. Starlight shade
7. Spacecraft
8. Green Machine (Kyuss cover)

Line-up
Cpt Ulven – Vocals
Roffe – Guitars
Liz – Bass
Bjudas – Drums

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