Recensione

Una svolta non da poco quella che ha portato i siracusani Anèma a questo secondo lavoro sulla lunga distanza, intitolato Umana Città.

Già dal titolo si intuisce che il gruppo siciliano ha lasciato l’idioma inglese per quello italiano in questa nuova raccolta di brani che risultano più pop rispetto a quelli del bellissimo debutto.
Ma andiamo con ordine: per chi non conoscesse gli Anèma, la band nasce come cover band dei gruppi storici del rock progressivo nel 2015; bruciando le tappe arrivano due anni dopo al debutto con After The Sea, album rock che metteva in luce un’attitudine progressiva elegante e raffinata, modellata su toni pacati e mai vicini al metal come è di moda nel progressive odierno.
Il quartetto torna dunque con il secondo album ed un approccio al genere lievemente cambiato, sterzando verso il rock/pop, con la lingua italiana che ne accentua questa nuova veste ed un sound ancora più lontano dai cliché classici del genere.
Vero è che la traccia più progressiva del lotto è quella cantante in inglese (Shake It, Reply), che apre un finale di album sicuramente con più verve rispetto alle prime battute, con Anomala Ipnosi e la conclusiva title track.
Il resto dell’album è composto da un esempio elegante e raffinato di rock/pop cantato in italiano (dove spicca Blu Assoluto), pregno di sfumature progressive suonato molto bene e consigliato un po’ a tutti gli amanti dei generi descritti.

Tracklist
1.Ombre
2.Blu Assoluto
3.Apartheid
4.Inessenzialità
5.Controvers
6.Shake It, Reply
7.Anomala Ipnosi
8.Inverosimile
9.Umana Città

Line-up
Loris Amato – Drums
Dario Giannì – Bass, Keyborads
Lorenzo Giannì – Guitars, Keyboards
Baco Dì Silenzio – Vocals

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