Recensione

Phil Campbell torna con la sua band, fondata tra le mura domestiche ( come ben saprete fanno parte del combo i tre figli dell’ex chitarrista dei Motorhead più il singer Neil Starr) con il primo full length, successore dell’ottimo mini cd dello scorso anno e un’intensa attività live che ha visto la famiglia Campbell aprire per i redivivi Guns’n’Roses e fare da spalla ai leggendari Saxon.

Phil Campbell And The Bastard Sons per il gruppo non poteva essere un monicker migliore, accompagnando un sound ancora una volta figlio del leggendario trio capitanano da San Lemmy, ma che ne prende le distanze soprattutto per un suono più pulito e un’attitudine rock’ n ‘ roll che ripropone gli stilemi del sound motorheadiano accompagnato da molte ispirazioni che vanno dall’America dei Buckcherry al Nord Europa dei primi Backyard Babies.
Ovviamente il tutto è accompagnato da una vena street rock blues che alza di molto il coinvolgimento dell’ascoltatore, dettato da un songwriting ispirato e dalla performance di un singer nato per cantare rock’n’roll.
E infatti Neil Starr si dimostra, come sul precedente lavoro, la punta di diamante del gruppo, una tigre addomesticata dal blues, viscerale e sanguigno come il genere comanda, maggiore protagonista dell’atmosfera sporca e selvaggia di The Age Of Absurdity.
L’album risulta un muro sonoro innalzato al rock duro, le influenze si alternano da una traccia all’altra e Starr e Campbell, sostenuti dalla sezione ritmica, fanno fuoco e fiamme, instancabili macchine da guerra che non riposano neanche quando la tensione si trasforma in note blues da vita vissuta pericolosamente.
L’opener Ringleader dà il via alle danze con un brano Motorhead fino al midollo, con il fantasma del leggendario trio che torna in Gipsy Kiss e Get On Your Knees, mentre il blues posa la sua mano sullo spartito della splendida Dark Days e della conclusiva Into The Dark.
Il resto è un susseguirsi di ottimi brani che guardano al passato recente del genere, trovando una loro precisa identità e regalando perle hard rock come Skin And Bones, Welcome To Hell e Step Into The Fire.
Quello che poteva frettolosamente essere archiviato come il capriccio di una rock star sta prendendo una piega importante, quindi chi suona il genere d’ora in poi dovrà fare i conti con Phil Campbell, la sua famiglia e questo bellissimo The Age Of Absurdity.

Tracklist
1. Ringleader
2. Freak Show
3. Skin and Bones
4. Gypsy Kiss
5. Welcome To Hell
6. Dark Days
7. Dropping The Needle
8. Step Into The Fire
9. Get On Your Knees
10. High Rule
11. Into The Dark

Line-up
Phil Campbell – Guitars
Todd Campbell – Guitars
Dane Campbell – Drums
Tyla Campbell – Bass
Neil Starr – Vocals

PHIL CAMPBELL AND THE BASTARD SONS – Facebook